Le nuove prove ministeriali sono giunte sui banchi scolastici nella mattinata di martedì 12 maggio. Ma come è accaduto la scorsa settimana, cioè la notte tra il 6 e il 7 maggio, studenti e insegnanti di tutta Italia, tra l'11 e il 12, hanno smosso l'ennesima protesta contro i Test Invalsi. Durante il nuovo flash mob studenti e insegnati presenti davanti alla sede del Miur hanno manifestato il loro dissenso con uno striscione con scritto: ''Non siamo solo crocette''.

Contro gli studenti ci sono, come sempre, i nostri politici secondo i quali boicottare è ''cosa indecente''. È così che Davide Faraone, il sottosegretario all'Istruzione, in un suo commento su Twitter scrive contro la protesta: ''Si può essere contro il governo, ma boicottare è indecente''.

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Ma non è l'unico commento, infatti altri politici hanno invaso le pagine dei social evidenziando il loro dissenso contro il boicottaggio, come per esempio Francesca Puglisi, la responsabile #Scuola del Pd, che scrive: ''Il Test non è una forma di punizione'', oppure quello di Simona Malpezzi, deputato del Pd in commissione Cultura: ''Chi boicotta è contro la ricerca''.

Sono tantissimi i sindaci che hanno ''bocciato'' la riforma, e sono in tanti anche i politici che hanno appoggiato in questi due giorni di protesta gli stessi sindaci presentandosi a Palazzo Chigi. Dopo l'ennesimo boicottaggio, c'è la possibilità che si verifichi il blocco degli scrutini. ''Questo disegno di legge è un modello non condiviso dalla scuola'', aggiunge la Cgil insieme a Cobas e Snals, andando così contro Matteo Renzi.

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Inoltre il capo della Cgil ha replicato alle difese che la Giannini ha fatto a favore della riforma affermando che le modiche di tale decreto sono state volute soltanto dal governo. In questo modo la leader della Cgil fa intendere al governo italiano che anche il mondo della scuola vorrebbe ottenere la parola su tale riforma.

A fine giornata il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, aggiunge che il governo non farà nessun passo indietro sul Ddl scuola, inoltre il sottosegretario Claudio De Vincenti invita studenti e insegnanti ad evitare futuri boicottaggi e blocchi degli scrutini, in più il ministro Delrio, in un'intervista fatta a Ballarò, conclude con queste parole: ''La scuola è al primo posto per noi. Meglio avere più insegnanti stabili''. Cosa ci fanno capire? La risposta è semplicissima. Studenti e insegnanti saranno ''numeri'' e non esseri umani. #Politica Roma