In migliaia, tra insegnanti, professori, #precari dell'istruzione e studenti scendono nelle piazze italiane per protestare contro la riforma "Buona #Scuola", e dire no alle linee guida del provvedimento dell'esecutivo. Questo disegno di legge, secondo il governo Renzi, dovrebbe far ripartire la scuola. Ma ha incontrato opposizione da tutte le sigle sindacali, CGIL, CISL, UIL, SNAL, GIL e COBAS. Vediamo allora quali sono i punti salienti e perché sono oggetto di una così forte contestazione. Innanzitutto il potenziamento del ruolo del dirigente scolastico.

Sarà egli, infatti, colui che potrà assumere direttamente i docenti attingendo da un apposito albo.

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Poteri troppo ampi e arbitrari. I #sindacati che oggi, dopo sette anni si sono tutti riuniti nella protesta, contestano fortemente questo punto, definendolo: del preside sceriffo.

Tra l'altro la norma contrasta con l'articolo 97 della Costituzione, rendendola pertanto incostituzionale. È da cambiare anche il taglio di risorse per la scuola pubblica. Così infatti si tolgono fondi per la sicurezza degli edifici e non si introducono nuove tecnologie; favorendo invece le scuole private. Inoltre non piacciono gli sgravi fiscali per le famiglie che decidono di iscrivere i propri figli alle scuole paritarie.

Il ddl prevede inoltre, solo 40mila assunzioni per i precari, anziché 100 mila come promesso dal governo.

Sotto la lente d'ingrandimento anche le prove Invalsi: da abolire in quanto penalizzerebbero le forme più creative e personali di studio.

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Le prove e quiz sono considerate un appiattimento della valutazione per gli studenti.

Uno sciopero unitario, compatto, come non accadeva dal 2007; un messaggio che i lavoratori del comparto vogliono lanciare al ministro dell'Istruzione Giannini. Essi chiedono che il disegno di legge sia ritirato e che si faccia un decreto per immettere in ruolo tutti i precari della scuola. Le voci dei manifestanti sono di persone che si sentono come i nuovi esodati, e che chiedono al ministro e al governo di ripensare la riforma. Il ministro Boschi, è intervenuto in merito e non ha escluso correzioni: non è un prendere o lasciare, ha dichiarato. È stato anche utilizzato un metodo alternativo per l'elaborazione della riforma. Sono state, infatti, aperte delle consultazioni online, pubbliche, per migliorare tale proposta.

Lo scopo di tale ricerca era volto ad ascoltare tutti. Nonostante ciò, evidentemente, l'esperimento non è riuscito; e vista la portata dello sciopero sarà necessario ascoltare attentamente le proposte di modifica e trovare quindi un accordo che soddisfi le parti in causa. È nell'interesse di tutti avere una scuola efficiente che faccia ripartire una buona istruzione e che sia il trampolino di lancio per affrontare il mondo del lavoro.