Il giorno dell'approvazione definitiva, a meno di clamorose sorprese, dell'Italicum è arrivato. In serata l'aula di Montecitorio porrà finalmente fine ad anni di discussioni sul modo di superare il detestato Porcellum e dotare così il paese di una nuova legge elettorale. Ma come funziona l'Italicum, quali sono i suoi pregi e i suoi difetti? Innanzitutto va detto che il pregio principale è quello di decretare chiaramente il vincitore delle elezioni, mentre il difetto risiede probabilmente nelle liste con i capigruppo bloccati e che possono candidarsi in più collegi, fino a un massimo di dieci.

Come funziona l'Italicum

Entrata in vigore. Partiamo da questo aspetto fondamentale, l'Italicum potrà essere sfruttato solo a partire dal luglio 2016. Una norma necessaria per rassicurare quanti temevano che l'approvazione di una nuova legge elettorale significasse andare subito a elezioni anticipate, cosa che una larga parte dei parlamentari non vuole.

Premio di maggioranza. Il partito che vince le elezioni ottiene sempre e comunque il 55% dei seggi della Camera; una netta maggioranza che dovrebbe consentire al nostro paese di avere #Governo molto più stabili di quelli a cui eravamo abituati. L'Italicum prende in considerazione solo la Camera dei Deputati perché il Senato, a breve, dovrebbe essere riformato in senso non elettivo.

Doppio turno. Per conquistare il premio di maggioranza, è necessario ottenere almeno il 40% dei consensi. Se nessun partito raggiunge questa soglia, allora si va a un secondo turno, in cui si presentano i due partiti che hanno ottenuto più voti. Chi vince il ballottaggio, conquista comunque il 55% dei seggi. I restanti 290 seggi della Camera saranno spartiti proporzionalmente tra i partiti che hanno ottenuto l'ingresso in Parlamento.

Soglie di sbarramento. Non tutti i partiti entreranno alla Camera, dal momento che per riuscirci è necessario superare la soglia del 3% dei voti validi espressi durante le elezioni. Tutti i partiti che non raggiungeranno almeno il 3%, secondo l'Italicum, verranno esclusi dal Parlamento.

Preferenze. L'Italia, per il meccanismo dell'Italicum, è divisa in 100 collegi. In ogni collegio viene presentata una lista di candidati. I capilista sono decisi dalle segreterie dei partiti, mentre dalla seconda posizione in giù si vota con le preferenze, quindi è possibile segnare il nome del candidato che si vuole votare. È possibile presentarsi in più di un collegio, fino a un massimo di dieci, una norma che ha lo scopo di tutelare i leader dei partiti minori, che se sbagliassero il collegio in cui presentarsi potrebbe trovarsi tagliati fuori dal Parlamento.