Ieri il Consiglio dei Ministri ha messo mano al problema delle #Pensioni varando un decreto che prevede una prima parte di rimborsi ad alcuni pensionati. Il ministro Padoan ha spiegato che il provvedimento è solo un inizio, ma che per il momento il #Governo non può fare di più senza sfasciare i conti pubblici. I sindacati e i pensionati però non si accontentano, e sono già stati annunciati ricorsi.

Il decreto

Il provvedimento riguarda 3,7 milioni di pensionati, escludendo quelli che prendeno pensioni più alte (oltre sei volte il minimo Inps). I rimborsi saranno a scalare, in base all'importo dell'assegno pensionistico, e saranno compresi tra una forbice di 278 euro per coloro che prendono fino a cinque o sei volte il minimo e di 750 euro per gli assegni di importo pari a tre o quattro volte il minimo.

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Tutto ciò per un costo di 2,2 miliardi di euro: le spese saranno quasi completamente coperte dall'ormai famoso tesoretto. Il decreto è già stato soprannominato "bonus Poletti", i rimborsi saranno infatti una tantum: il primo agosto gli aventi diritto si vedranno accreditata questa prima parte dei soldi. Renzi e il ministro Padoan hanno poi annunciato che da settembre è prevista una nuova indicizzazione delle pensioni, che dovrebbe recuperare quanto è stato perso negli anni 2014-2015. Inoltre, con la manovra finanziaria 2016, ci sarà modo di rivedere la norma su questo tema per adeguare le legge alla sentenza della Corte.

Le reazioni

I sindacati non si sono detti affatto soddisfatti. La Uil sostiene che con questo provvedimento il governo non è riuscito a mettersi in linea con nessuna delle indicazioni della Consulta.

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La Cisl fa eco, sostenendo che i riborsi sono troppo bassi, in quanto restituiscono "solo 1/6 degli importi dovuti" (ansa.it): queste le parole del segretario Maurizio Petriccioli. Neanche la Spi-Cgil si dice soddisfatta. "Non basta un bonus una tantum per sanare gli arretrati" dice Carla Cantone, "perchè così si resituisce solo il 30% del dovuto". Il Codacons ha già annunciato un ricorso, in quanto il provvedimento adottato dal governo "è ancora una volta incostituzionale e come tale sarà impugnato dal Codacons per ottenerne l'annullamento". Anche Renato Brunetta ha manifestato la sua contrarietà alla misura governativa. La definisce addirittura un furto, in quanto l'importo restituito ai pensionati è di circa 4 miliardi sui 18 complessivi "secondo i calcoli dello stesso governo" dice il capogruppo di Forza Italia alla Camera. "Ci opporremo in tutti i modi ad un decreto di questo tipo e anche noi avvieremo una class action contro Renzi, contro il governo, per restituire tutto e subito ai pensionati italiani" continua Brunetta.

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Il premier risponde a queste critiche ricordando che l'allora Pdl votò la norma che bloccava le indicizzazioni, e che il governo sta solo "correggendo gli errori di altri" (ansa.it). Come era facile prevedere, l'argomento, molto spinoso, non sarà risolvibile per il governo senza scontentare qualcuno, anche perché, come ha più volte spiegato il ministro Padoan, era impossibile trovare più soldi senza disastrare i nostri conti pubblici, che notoriamente non godono di ottima salute. Il Fmi ha sottolineato che il provvedimento, così come è stato approvato dal Cdm, "non dovrebbe modificare gli obiettivi di bilancio di quest'anno" (ansa.it). La commissione europea si è detta soddisfatta dalla soluzione del governo. #Matteo Renzi