Il Consiglio dei ministri si è riunito e ha approvato il decreto che ridà le somme non percepite di adeguamento delle pensioni al costo della vita, secondo quanto aveva stabilito il Governo Monti nel Salva Italia del 2012.

Matteo Renzi in una conferenza stampa ha dichiarato che 2 miliardi e 180 milioni verranno accreditati sui conti di 3,7 milioni di italiani il 1° agosto, per far fronte a questa spesa improvvisa si userà il 'tesoretto'.

Sono esclusi dal bonus una tantum 650 mila pensionati, tutti coloro che percependo redditi sopra i 3200 euro lordi al mese pur avendo diritto al rimborso non riceveranno nulla.

Il meccanismo di rimborso sarà a scalare al crescere della pensione, cioè decrescerà all'aumento delle soglie di reddito di pensione (qualche es.750 euro per pensioni da 1.700 euro lordi, 450 per importi da 2.200 euro, 278 euro per importi da 2.700 euro).

Oltre al rimborso scatterà dal 2016 una re-indicizzazione (cioè l'adeguamento al costo della vita delle pensioni di cui aveva disposto il blocco Monti) sempre però per livelli scaglionati (es. 1.700 euro lordi avrà un aumento di 180 euro lordi l'anno, per chi percepisce 2.200 euro 99 euro, per i 2.700 euro 60 euro l'anno).

Il totale rimborso e a tutti secondo Renzi non è possibile, si rischierebbe di creare problemi ai conti pubblici e non si potrebbero rispettare i parametri europei. Una sorta di contentino ma solo per alcuni per non fare altri tagli.

Gli italiani si chiedono perché il premier e i governi continuino a trovare giustificazioni di assenza di fondi e di rischio di ulteriori tagli alla spesa pubblica ad es. nel settore scuola (parole testuali del premier all'Arena di Giletti) per far fronte a spese improvvise e non si pensi mai ad una patrimoniale e ad una maggiore penalità per i grandi evasori o un taglio netto agli stipendi dei manager delle partecipate?

La polemica si è dunque scatenata, si rischia una valanga di ricorsi per coloro che sono stati esclusi e coloro che riceveranno le somme spettanti solo in parte. Verrà restituito solo l'11% dell'importo, perchè con il totale rimborso creerebbe un buco di 18 miliardi di euro per far fronte a questa spesa imprevista.

Secondo i critici del provvedimento, i nostri Governi prendono decisioni sbagliate che diventano un boomerang e non tutte le sentenze vengono rispettate come in questo caso (si pensi alla sentenza della stabilizzazione Ue e i vari dimensionamenti scolastici costano molto alle tasche dello Stato e sono sprechi per il settore pubblico doppi ma nessun decreto li ha mai regolamentati).

Così un errore di partenza degli esecutivi, dovuto ad una mancanza di conoscenza delle leggi o forse alla voglia di ignorarle, determina un aumento del deficit. Nonostante i tagli e le tassazioni fatte agli italiani, sono sempre i soliti a pagare questi grossolani errori, come in questo caso in cui i pensionati non avranno il rimborso totale.  #Sondaggi politici