Il 27 marzo 2015 il governo ha presentato alla Camera dei Deputati un disegno di legge riguardante la riforma della scuola e dell'istruzione. Il ddl contiene numerose novità e, se approvato, apporterà numerosi cambiamenti, anche per quanto riguarda la nomina dei docenti. Questi ultimi hanno già espresso in larga parte la loro contrarietà alla riforma, ed è infatti previsto per domani uno sciopero generale.

Riforma della #Scuola: maggiore autonomia territoriale e maggiore flessibilità dell'offerta formativa

Nel disegno di legge è previsto che ogni scuola debba presentare un piano triennale dell'offerta formativa, approvato dal consiglio d'istituto con l'eventuale collaborazione di attori esterni, nel quale viene definita l'offerta formativa anche sulla base dei fabbisogni specifici della scuola stessa, al fine di "potenziare e valorizzare le conoscenze e le competenze degli studenti e l'apertura della comunità scolastica al territorio" (disegno di legge 2994, articolo 1).

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Il piano triennale, una volta approvato dal consiglio d'istituto, deve ottenere anche l'approvazione del Miur. In base al piano sono determinati anche gli incarichi da assegnare ai docenti. Sempre nell'ambito della flessibilità dell'offerta formativa, per quanto riguarda le scuole superiori è prevista l'attuazione, oltre che del curricolo nazionale e del curricolo della scuola, anche di insegnamenti opzionali a scelta dello studente. E' inoltre previsto un potenziamento delle ore dell'alternanza scuola-lavoro, con l'istituzione di una carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, che ha la funzione di definire precisamente lo status degli stesso, e con la compilazione del curriculum dello studente, contenente tutte le attività, curricolari e non, che potrebbero essere utili allo studente stesso in ambito lavorativo.

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Rivoluzione nel metodo di nomina degli insegnanti e piano straordinario di assunzioni

Nel ddl è previsto che la nomina degli insegnanti avvenga in base ai piani triennali dell'offerta formativa, quindi gli incarichi non sarebbero più annuali come succede adesso, ma bensì triennali. Le nomine dovrebbero avvenire su base regionale, tramite appositi albi territoriali, dai quali il dirigente scolastico ha il compito di scegliere i soggetti idonei ad attuare l'offerta formativa della scuola in questione. Per l'anno 2015/2016 è inoltre previsto un piano straordinario di assunzioni, che dovrebbe interessare tutti i docenti che fanno parte della graduatoria prodotta dal concorso bandito nel 2012 e quelli che fanno parte delle graduatorie ad esaurimento. Al termine del piano straordinario, tutte le graduatorie perderanno d'efficacia, tranne le graduatorie di circolo e d'istituto di prima fascia, che rimarranno valide fino all'anno scolastico 2016/2017 solo per coloro che già vi sono iscritti.

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Per quanto riguarda la creazione di nuove graduatorie, è previsto un concorso ogni tre anni, che produrrebbe una graduatoria valida fino al concorso successivo.

Formazione continua e valutazione per i docenti

Per i docenti neoassunti sarebbe previsto un anno di prova, durante il quale questi ultimi verrebbero sottoposti ad una valutazione delle loro competenze e dei loro risultati effettuata da parte di un tutor. In caso di valutazione negativa, è prevista la sospensione immediata del docente da parte del dirigente scolastico. Inoltre, è prevista una formazione continua ed obbligatoria dei docenti, anche tramite l'istituzione di unacarta elettronica per l'aggiornamento assegnata ad ogni docente, che dà loro diritto a 500 euro annui da spendere, per esempio, nell'acquisto di testi inerenti alla materia insegnata. Infine, è previsto un bonus per gli insegnanti particolarmente meritevoli, assegnato dal dirigente scolastico.

Piano nazionale scuola digitale

Il piano nazionale scuola digitale, infine, è volto a potenziare le politiche digitali di ogni scuola, per adattarsi agli standard europei, anche tramite interventi finanziari. I fondi (sia per questo aspetto che per tutti gli altri) possono anche venire da privati: ricercarli è compito del dirigente scolastico, che, con questa riforma, vede un potenziamento delle sue funzioni. #Matteo Renzi