Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, in occasione dell'approdo alla Camera della riforma della PA nella giornata di oggi, martedì 12 maggio, dichiara, in un'intervista effettuata dal quotidiano Corriere della Sera, di voler istituire il cosiddetto Freedom of information act, cioè far conoscere ai cittadini tutti i dati. Per il resto della riforma, andrà bene se l'impianto verrà confermato. Relativamente alle regole sui nuovi concorsi, il ministro mette in evidenza che essi verranno organizzati in funzione dei fabbisogni, superando il criterio della pianta organica: "Per quanto riguarda le assunzioni dei dirigenti, vorrei che, al tecnico del diritto amministrativo si scegliessero quelle persone che abbiano capacità di gestione delle risorse umane ed economiche".

Secondo Madia, il blocco dei contratti non dovrebbe portare ad una sentenza della Corte Costituzionale

Il ministro Madia, secondo quanto riportato dal sito internet partitodemocratico.it, specifica che il blocco dei contratti non dovrebbe portare ad una sentenza della Corte Costituzionale come quella avvenuta in occasione del blocco dell'aumento delle pensioni.

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La Madia ha poi messo in evidenza che si costituirà un tavolo dopo la crisi economica e dopo che si arrivi alle condizioni più favorevoli per fare delle riforme che possano aiutare la ripresa economica del Paese. A quel punto, secondo il ministro, potrà ripartire la dialettica sui contratti ancora bloccati.

Gli stipendi dei dipendenti delle province saranno pagati regolarmente. Madia: 'Irresponsabile lanciare falsi allarmismi'

Infine, relativamente alla questione delle province, Marianna Madia, rassicura sul pagamento degli stipendi dei dipendenti, specificando quanto sia 'irresponsabile lanciare un allarme senza alcuna ragione'. Vedremo nei prossimi giorni come il governo, guidato dal premier Matteo Renzi, affronterà le tante questioni che porteranno alla riforma della Pubblica Amministrazione anche in relazione alla grave crisi economica del nostro Paese.

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#Governo #Matteo Renzi