Renzi trova un compromesso sul rimborso dell'indicizzazione delle pensioni. Il primo agosto i pensionati che ricevono una pensione medio-bassa avranno un rimborso della mancata indicizzazione di 500 euro. È però un rimborso una tantum, che non può soddisfare né sindacati né pensionati.

Renzi va avanti

Forse anche per smentire chi diceva che il premier avrebbe rimandato il problema a dopo le regionali per evitare ripercussioni sui risultati, il #Governo trova l'inizio di una soluzione per il problema delle #Pensioni causato dalla sentenza della Consulta. Dal primo agosto i pensionati titolari di un assegno pensionistico al di sotto dei 3mila euro (che si contano in 4 milioni di pensione) riceveranno un rimborso di 500 euro.

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Il provvedimento non è una soluzione soddisfacente. Il via libera a questo provvedimento da parte del Consiglio dei Ministri dovrebbe arrivare oggi, ma non ci si aspettano sorprese di nessun tipo. Il tesoretto andrà quindi completamente speso per rimborsare l'indicizzazione mancata delle pensioni.

I commenti

La Spi-Cgil ha commentato: "Bene che si parta dalle pensioni medio-basse, ma il governo non può cavarsela con un bonus una tantum". Renzi dal canto suo ha dichiarato che "nessun pensionato perderà un centesimo". Il premier ha deciso di non polemizzare con la sentenza della consulta, ma la accetta e pensa a delle soluzioni, anche se è evidente che è una patata bollente che il governo in questo momento avrebbe preferito non avere per le mani.

Le reazioni delle persone comuni

Per quanto riguarda i pensionati, sentendo interviste e commenti, l'opinione più diffusa è che il governo stia cercando di cavarsela a buon mercato senza risolvere veramente il problema.

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Una delle reazioni più diffuse è quella di coloro che sostengono che i cittadini, se devono pagare una tassa o una rata di un mutuo, non possono permettersi di aspettare il momento in cui hanno i soldi ma devono pagare subito, e quindi non è giusto che il governo si permetta di prendere tempo per mettere da parte i soldi e intanto mancare i rimborsi di pensioni che spettano di diritto ad alcuni cittadini italiani. Inoltre, per quanto il governo neghi, è difficile tenere separati i problemi del Paese reale dalle ormai prossime elezioni regionali. Come si sa (e come Renzi sa meglio di tutti) in campagna elettorale tutto conta, e questa non è una cosa da poco.

C'è anche chi sostiene che la sentenza della Consulta abbia un tempismo sospetto, e sia stata resa nota proprio adesso per mettere i bastoni tra le ruote ad un governo che ha avuto degli scontri con la Magistratura. Lasciando perdere dietrologie e polemiche, è chiaro che Renzi stia cercando di arginare il problema e volgere per quanto possibile il problema in un vantaggio per lui, promettendo un bonus.

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Le parole con cui ne parla ricordano molto quelle con cui parlava del famoso bonus degli 80 euro: la norma metterà "500 euro nelle tasche di 4 milioni di italiani" che certo sono molto più di niente. Il problema nasce da un punto di principio (che in realtà dovrebbe essere il cuore della politica). Quando le votazioni saranno concluse vedremo se Renzi cambierà strategia su questo problema o se manterrà la linea da lui adottata in questi giorni. #Matteo Renzi