La Buona #Scuola renziana è al centro del dibattito politico per i contenuti fortemente criticati dalle parti sociali e dal mondo scolastico in generale. Nelle ultime settimane ci si è soffermati soprattutto sugli aspetti strettamente professionali come i super poteri affidati ai presidi, il merito e la valutazione degli insegnanti, oltre al mega piano di assunzioni previsto dall'esecutivo.

Non vogliamo dimenticarci, però, di quello che rappresenta uno dei più gravosi problemi della scuola, quello che riguarda il penoso stato della stragrande maggioranza delle strutture scolastiche italiane: edifici, spesse volte, vecchissimi e decadenti, mai oggetto di manutenzione, nè ristrutturazione.

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Evitando, poi, di parlare di utopistiche nuove costruzioni.

Lo spreco italiano: quasi 400 miliardi gettati al vento

Sul numero odierno del giornale 'IlFattoquotidiano' si dà grande risalto alla contabilità delle grandi opere realizzate in Italia, soprattutto quelle realizzate nell'ultimo decennio: viene definita come una 'cabala che pochi sono in grado di padroneggiare', vista la complessità dei numeri. Si parla del piano complessivo della legge berlusconiana denominata Obiettivo che ha raggiunto la stratosferica cifra di 383 miliardi e 800 milioni di euro. 

Questo programma prevedeva la realizzazione di 97 opere e, come spesso avviene in Italia, nel corso degli anni ha visto lievitare i costi del 40 per cento. Indovinate un po' quante di queste 97 opere sono state portate a compimento? Appena l'8 per cento, senza contare l'inutilità di alcuna di esse, come la famosa autostrada Brebemi, imposta da una lobby potente...

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Bastavano sei miliardi per trentamila scuole

Ci si chiede come mai almeno una parte di questo enorme capitale non sia stato impiegato, invece, nella ricerca medica, dove l'Italia è sprofondata verso livelli di povertà; o come mai non si sia pensato a rimborsare tutti quei pensionati ingiustamente defraudati; o come mai, non si sia provveduto ad impiegare questi capitali per riparare i soffitti delle scuole dei nostri figli, soffitti che ogni giorno rischiano di cadere in testa ad insegnanti e studenti. 

Sarebbero bastati sei miliardi per mettere al sicuro ben trentamila scuole costruite prima del 1974 (edifici, dunque, con oltre quarant'anni di vita) che non hanno alcuna precauzione antisismiche o che sono state costruite in zone di pericolo per frane alluvioni. La Buona Scuola non potrà mai diventare tale se lo Stato 'cattivo' continua a sperperare soldi inutilmente. #Pensioni