Dietro al tesoro archeologico di Palmira la città ha nascosto negli ultimi anni l'orrore del terrorismo. Tra i tempi e le rovine del II secolo, Palmira è diventata covo delle torture dei fondamentalisti islamici. La posizione geografica è strategica. I militanti dello Stato Islamico hanno sfruttato la zona per "fare riconvertire chi vive nel peccato".

Tra gli anni '80 e '90, mentre i turisti ammiravano le rovine storiche, circa 20mila detenuti sono stati torturati nel carcere di Tadmor e, inizialmente, la maggior parte era composta da prigionieri politici. Dal 1920 al 1946 l'area desertica è stata la base dei commando del Mandato francese sulla Siria. Dagli anni '70 invece si è trasformata in luogo di detenzione degli oppositori politici. #Esteri #Islam

La prigione possiede tra 40 e 50 celle di sei metri per otto, dove possono essere rinchiuse tra le 130 e le 250 persone.Sono poi presenti anche 39 celle più piccole, di due metri quadrati, e 16 celle sottoterra, utilizzate per l'isolamento di alcuni detenuti. Dopo un breve periodo di chiusura, il carcere è stato riaperto nel 2011 da Bashar al-Assad, per ospitare tra le proprie sbarre dissidenti e attivisti contro il regime siriano.