Sono passati 18 anni da quando, per la prima volta, si è iniziato a parlare di carta d'identità elettronica. Era il 15 maggio 1997 e la 'rivoluzione digitale' della carta d'identità doveva essere una grossa novità inserita in un pacchetto sulla semplificazione amministrativa (pacchetto Bassanini).

Ora, dopo tanti anni e tanti governi che si sono succeduti nel tempo, si torna a parlare di questa innovazione grazie all'Esecutivo guidato da Matteo Renzi che stanzia 60 milioni di euro per il 2015, al fine di poter completare questa innovazione.

Il documento elettronico è stato distribuito in circa 200 comuni italiani

Ma vediamo qual'è la situazione attuale.

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La carta d'identità elettronica è stata distribuita in circa 200 comuni in Italia con 4 milioni di esemplari. La procedura per ottenerla è piuttosto lunga con un costo di 20 euro che devono essere pagati dal cittadino al momento del ritiro. L'importanza di questo documento elettronico è notevole dato che, in caso di suo utilizzo, saremmo in grado di accedere ad una serie di servizi presenti nella Pubblica Amministrazione. Fatto assolutamente teorico che non ha trovato applicazione dal 2001, da quando cioè è stata emessa la prima carta d'identità sperimentale.

Il governo Monti decise di introdurre il DDU (Documento Digitale Unificato), mai entrato in vigore

Giungiamo così al 2012, quando il #Governo guidato dall'ex premier Mario Monti, decise di sostituire questo documento con il cosiddetto documento digitale unificato (DDU), con l'intento di avere un unico supporto che potesse unificare la tessera sanitaria, il codice fiscale e la carta d'identità.

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Progetto che si arenato sul nascere. Infatti, la distribuzione di questo nuovo documento non è mai cominciata.

Intanto, la settimana scorsa, il governo ha approvato un decreto che riporta tutto indietro al vecchio progetto iniziale di carta di identità elettronica, annullando quanto fatto in questi anni di proposte e modifiche. Vedremo nei prossimi mesi cosa succederà e se, questo nuovo documento, potrà prendere vita definitivamente. #Matteo Renzi