Una massiccia ondata di arrivi ha interessato le coste del sud Italia nell'ultimo weekend. Sono oltre seimila, infatti, i migranti salvati tra sabato e domenica nel Canale di Sicilia. La macchina dei soccorsi, coordinata dalla centrale operativa della Guardia costiera a Roma, ha risposto alla chiamata di 15 imbarcazioni - 12 gommoni e tre barconi - che navigavano a 45-50 miglia dalle coste della Libia. E ieri, lunedì, il copione si è ripetuto con gli oltre mille migranti messi in salvo dalle navi Driade e Vega della Marina Militare, e sbarcati nei porti di Crotone e Corigliano Calabro.

Un esodo senza fine che purtroppo non accenna a diminuire.

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In Libia mezzo milione di migranti sono pronti a prendere il largo alla volta dell'Europa, riferisce il quotidiano britannico The Guardian, citando il capitano di vascello Nick Cooke-Priest, comandante della Hms Bulwark, nave della Royal Navy britannica impegnata nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo. Frena e invita alla cautela Federico Fossi, ma gli ultimi numeri che arrivano dal governo fotografano una situazione drammatica. Dall'inizio del 2015 il numero di migranti arrivati in Italia ha già superato le 50mila unità, secondo dati riferiti dal Viminale. Oltre il 10% in più, rispetto agli stessi mesi del 2014. E se il trend dovesse continuare con queste proporzioni, si confermerebbero le stime di duecentomila arrivi sulle coste italiane entro la fine dell'anno, rispetto ai 170mila dell'anno precedente.

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