Il #Governo sta lavorando alla revisione della riforma Fornero, tra contestazioni e mobilitazioni sociali e da come si evince dal Sole 24 Ore sul tavolo di discussione c'è il tanto annunciato ddl Damiano - Baretta che prevede l'introduzione della flessibilità pensionistica e l'ipotesi del contributivo, all'esame delle commissioni Lavoro di Camera e Senato, e la proposta dell'#Inps, che il presidente Tito Boeri presenterà a fine giugno.

Pensioni, Boeri: no a staffetta e ad "Opzione donna" anche per gli uomini

A margine del suo intervento stampa il presidente dell'Inps ha dichiarato di essere sfavorevole alle proposta del ddl del governo in merito alla flessibilità pensionistica in uscita, che consentirebbe ai lavoratori il prepensionamento a 62 anni dopo 35 anni di contributi, con penalizzazioni del 2% dell'importo per ogni anno di anticipo, e che costerebbe all'esecutivo Renzi circa 8,5 miliardi di euro.

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Secondo quanto ha riportato RaiNews24, Boeri ha dichiarato anche di essere sfavorevole all' "Opzione donna" con il metodo contributivo, estendibile anche agli uomini, per il pensionamento a 57 anni con 35 anni di contributi, in vigore fino al 2015. Essa è per Tito Boeri troppo selettiva e restrittiva, in quanto la norma di 35 anni anni di contributi non tiene conto delle esigenze delle donne che hanno bisogno nel corso della vita di interrompere la carriera lavorativa.

Inps: no a staffetta generazionale e Quota 100 e 101

Boeri ha sottolineato la sua contrarietà anche all'ipotesi del ddl dell'esecutivo Renzi della cosiddetta staffetta generazionale, tramite il part time, per il ricambio generazionale, e alla proposta cosiddetta dei "Quota 100 e/o 101" che manderebbe in pensione il lavoratore dipendente una volta raggiunta la quota 100, e gli autonomi a quota 101, soglia calcolata in base agli anni di contributi e all'età anagrafica.

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La proposta del governo, secondo il presidente dell'Inps manca di coperture finanziarie capaci di gestire a lungo termine la nuova riforma delle #Pensioni che non sarebbe in grado di ottenere reali benefici economici, per questo Boeri ha precisato che servono proposte strutturali e organiche più significative.

Governo e pensioni: fissato per il 15 giugno l' incontro con i sindacati

Ad ogni modo il prossimo appuntamento con le parti sociali per discutere di uno dei tempi più caldi e importanti delle riforme programmatiche del governo Renzi è previsto per il 15 giugno, e durante l'incontro i sindacati, Cisl, Uil, e Cgil discuteranno le proposte pensionistiche presentate dal governo Renzi, ossia, l'uscita flessibile a 62 anni e l'ipotesi contributivo. Se volete rimanere aggiornati sulle notizie di politica vi consigliamo a cliccare sul tasto "Segui" sotto il titolo dell'articolo.