Da Mani Pulite a #Mafia Capitale il passo è breve. Il terremoto che sta spazzando via il sistema politico romano riporta indietro la memoria a quel 1992. Tangentopoli segnò di fatto il tracollo dei grandi partiti di massa e la fine burrascosa della Prima Repubblica. Il germe della corruzione quello no, è sopravvissuto: incastonato nel dna italico si è evoluto, camaleontico e radicato nella cultura di un popolo avvezzo alle tentazioni. Vittorio Sgarbi non è mai stato buono con quel pool di magistrati, che pure fecero emergere un sottobosco di malfattori e delinquenti di Stato.

Il momento più basso per Roma

"Ho sempre pensato che la dimensione endemica della corruzione non potesse essere regionale e che quindi Mani Pulite sarebbe potuta nascere anche a Roma.

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Se investì solo Milano lo si deve al delirio di Di Pietro, di Borrelli e degli altri". L'inchiesta nella Capitale è destinata a produrre effetti devastanti così come allora. Sgarbi ne è sicuro: "Da allora la città sì ha reagito ma non è stata più la Milano di un tempo. Roma è già di partenza in una posizione ben peggiore e Mafia Capitale è solo un ulteriore elemento che si aggiunge alle sue insufficienze e inadeguatezze". Gli arresti scattati all'interno del Comune e della Regione Lazio, in effetti, potrebbero aprire la strada ad un clamoroso scioglimento. Un'ipotesi che, nella sua esperienza da sindaco del Comune siciliano di Salemi, Sgarbi ha dovuto subire: "Se lo hanno fatto a Salemi creando un trauma alla mia concezione della giustizia che già era molto poco rispettosa a priori, non possono non farlo a Roma.

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Bisogna essere prudenti, certo, ma ciò che emerge da Mafia Capitale è che in molti hanno sfruttato la loro posizione di potere per attrarre beneficio, così come si usa nelle mafie".

Alemanno e la "Vispa Teresa"

L'evangelizzatore più popolare dell'arte italiana colpevolizza gli ultimi amministratori di Roma, ma con una importante precisazione. "Ognuno di noi è responsabile delle persone di cui si circonda e quindi anche Alemanno e Marino. Non è Alemanno però il vero delinquente, ma chi vicino a lui ha preso dei soldi sfruttando il suo ruolo forte. In egual modo Marino, non avrà compiuto atti contro l'amministrazione, ma ha peccato di incapacità di controllo, quindi la sua immagine di 'angelo fra i cattivi' è difficilmente sostenibile". "Il potere - sottolinea Vittoria Sgarbi - non è soltanto un bene che si amministra per tutti, ma anche per pochi. C'è sempre un clan intorno al sindaco e quello di Alemanno, che pure ne era il garante, sicuramente ha fatto delle cose che sono andate oltre la sua volontà".

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E Marino? "Marino forse un po' meno, con quell'aria da Vispa Teresa". Cosa servirebbe per ripulire l'immagine della città? "Mi viene in mente il Vaticano e il suo sistema di corruttela e privilegi chiaro a tutti. Dall'arrivo di Papa Francesco però tutto è passato in secondo piano e sta prevalendo la sua visione di cambiamento. Marino vorrebbe fare il Francesco ma non lo è".

L'attacco frontale a Verdini e Alfano

Solo al sentir parlare degli ex fedelissimi di Berlusconi, Verdini e Alfano, il vulcano Sgarbi inizia a ribollire fedele alla sua indole di ribelle della politica: "Parlando di loro si scende di livello perché Verdini è un malfattore comune che tornerà da dove è uscito, Alfano è un uomo spregevole". Le saette del critico finiscono con il colpire Matteo Renzi: "Il destino del governo? Speriamo che finisca male. Verdini, che è peggio di Alfano, a breve prenderà il posto di Alfano. Renzi è oramai all'interno di una spirale pericolosa dalla quale non si salverà". La sua colpa? "Il premier per poter governare ha accettato il ricatto di Alfano: voti in cambio dello stesso numero di ministeri incassato dal Popolo della Libertà con Enrico Letta. La differenza è che la pretesa è arrivata dal Nuovo Centrodestra, componente che nemmeno esisteva precedentemente. Questo è un fatto gravissimo. L'elemento mafioso innestato da questa richiesta ha condizionato il governo fin qui". Chi sarà il leader del centrodestra alle prossime elezioni? Sgarbi non ha dubbi: "Matteo Salvini". #Pd #Politica Roma