Dopo che le trattattive Ue con il leader ellenico sono saltate, tutto il mondo sta osservando con attenzione cosa sta accadendo in Grecia, e i mercati finanziari internazionali restano con il fiato sospeso e rimangono nell'incertezza assoluta fino al referendum greco di domenica prossima, e mentre il popolo ellenico è sceso nella piazza di Atene, nei corridoi dei palazzi del potere italiani sta salendo la tensione per la preoccupazione che il default greco possa travolgere il premier Renzi.

Grexit: referendum del popolo ellenico e destino dell'Ue

Secondo quanto reso noto dal Sole 24 Ore, in queste ultime ore il premier democratico ha rassicurato il popolo italiano che è tutto sotto controllo e che il paese è fuori dalla linea di fuoco della speculazione mercati finanziari internazionali, in quanto la Bce e Mario Draghi ci sostengono con lo scudo sui tassi dei titoli di Stato e con lo #spread in caso di default greco, inoltre Renzi ha rivendicato il merito di riforma strutturali significative come il Job Act e il ddl scuola, e la crescita economica.

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Tuttavia secondo Affaritaliani.it, Forza Italia, Ncd, e la stessa maggioranza dell'esecutivo Pd, stanno lavorando per una exit strategy, in quanto se la Grecia dovesse veramente uscire dall'Euro e non rivelarsi un'altro giro di giostra che dura da 5 anni del debito greco con il Fmi, l'Italia sarebbe il primo paese a rischio speculazione finanziaria internazionale insieme alla Spagna e al Portogallo, e la speculazione farebbe schizzare lo spread e riportare il bel paese ad una nuova grave recessione.

Secondo Libero Quotidiano per gli economisti il Grexit potrebbe diventare una realtà e lo Tsunami finanziario potrebbe compromettere seriamente il governo Renzi, che sta affondando insieme all'emergenza immigrazione ancora fuori controllo, allo scandalo di Mafia Capitale con il sindaco di Roma, Marino ricoverato in queste ore per un malore al Policlinico Gemelli di Roma, e con De Luca sospeso in Campania.

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Governo: piano B senza Renzi in caso di Grexit

Per Affaritaliani lo scenario post Renzi cui starebbero lavorando gli esponenti politici, prevede la nascita di un governo di emergenza o unità nazionale con un esecutivo a maggioranza assoluta, in una sorta di grande ammucchiata senza più ideologia politica, formato dal Pd, Ncd e FI, ad esclusione della Lega Nord, Fratelli d'Italia e del M5S, e il premier della larga coalizione sarebbe Giuliano Amato.

Il piano B senza Renzi degli esponenti politici metterebbe d'accordo il Pd e i centristi del Ncd di Alfano e Casini, i quali in strettissima collaborazione con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si unirebbero in un governo d'emergenza per salvaguardare i conti pubblici applicando anche "provvedimenti impopolari" come le riforme Monti-Fornero, con aumento di tasse e tagli alle pensioni, prima di tornare al voto nella primavera del prossimo anno.

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#Crisi economica #Unione Europea