Anche se nessuno voleva crederci fino alla fine, il DDL #Scuola di Renzi ha ottenuto la fiducia in Senato. Cosa è successo in Aula? Alle 16:15 erano già iniziate le discussioni sulla fiducia. Centinaio (Lega Nord) ha esordito dicendo che chi diceva sì alla fiducia era contro la scuola. 'Non vogliamo insegnanti depressi e buttati via ... Umiliate tutti così' ha detto. Zeller (Autonomie) ha, al contrario, detto subito sì alla fiducia. Depetris (SEL) ha espresso rabbia accusando il #Governo di aver esagerato con il trucchetto della fiducia. Senatore Conte (AP) ha definito la riforma renziana una legge imperfetta, che però affronta criticità importanti come quella del precariato.

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Dura la posizione di Enza Blundo (M5S) che ha definito il testo un bluff capace di scontentare tutti, povero, non democratico e che non rappresenta affatto il mondo scolastico. Ha pure ricordato la presa in giro sui precari, che dagli iniziali 140mila sono passati a 100mila, mentre poi saranno effettivi solo la metà. Marin (Forza Italia) ha dato un giudizio negativo al Ddl scuola, battendo sul fatto che dato che le prossime assunzioni avverranno col vecchio metodo, non c'è motivo per cui riforma e assunzioni siano state definite inscindibili. Puglisi (PD) ha avuto, ovviamente, toni del tutto diversi. Ha parlato di 9 mesi di confronto con due milioni di italiani, in cui i docenti sono stati ascoltati. Ha riassunto i punti focali del provvedimenti e ha chiesto per quale motivo si ha paura di queste scelte, ricevendo in cambio fischi da parte dei parlamentari.

DDL scuola: entra un gruppo di docenti in Aula 

Poi, alle 17:30 circa, è entrato in aula un gruppo di docenti, dietro invito della Lega. Immediatamente dopo, Ruta del PD ha negato la fiducia a causa della discriminazione per alcune categorie di docenti, mentre Tocci e Mineo non hanno partecipato al voto. Quando sono iniziate le votazioni, intorno alle 17:40, tutti erano col fiato sospeso. Soprattutto gli insegnanti. Mentre i senatori votavano, ci sono stati fischi e proteste da parte degli oppositori (soprattutto M5S) anche contro Giorgio Napolitano, che la fiducia l'ha data. Alle 18:45 il maxiemendamento è stato approvato con 159 voti a favore e 112 contrari. Rabbia e delusione aleggiano in tutto il Paese. Resta aggiornato sull'argomento scuola cliccando il tasto Segui.