Dopo lo scossone delle elezioni regionali e comunali 2015, i nodi sono venuti al pettine della politica ed in particolare a quello del PD. I primi effetti si sono avuti con il distacco, dal partito di maggioranza relativa, di esponenti di primo piano che, al posto di lottare dall'interno per contribuire a cambiare le cose, hanno preferito gettare la spugna. Per continuare l'azione di governo e avanzare con le riforme necessarie, c'è bisogno di un PD forte, che al suo interno sia unito, e con obiettivi comuni.

Chiarimenti della linea politica

Sicuramente vi è la necessità di ripensare alcune impostazioni politiche, per cercare la coesione, visto che all'interno dello stesso PD convivono due anime, che nei decenni passati sono sempre state in contrapposizione e che hanno saputo, responsabilmente ed insieme, risollevare l'Italia dalle macerie, portandola tra i primi posti al mondo.

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Giudizio quindi e andiamo avanti senza farci prendere da livori personali. Una cosa però dev'essere chiara al segretario Renzi, che il partito stesso, al suo interno, ha persone di provata capacità, onestà e disponibilità a collaborare, anche se collocate nella cosiddetta minoranza. Devono tutti concorrere nella gestione della cosa pubblica, perché questo partito, a differenza di quelli padronali, non fa leggi "ad personam" per cui tutti siamo impegnati per tutti. Mi scuso se non so usare il politichese, ma la verità è che bisogna andare avanti insieme, specialmente in questi momenti difficili.

Nuove esigenze nella società

La crisi degli ultimi anni ci ha consegnato un paese sul lastrico e certi valori hanno assunto un significato diverso. Molti sono precipitati nell'elenco dei poveri ed altri se la passano male.

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Oggi non importa più a nessuno la sigla, quello che importa invece è il lavoro, la sanità, la pensione, la scuola, ecc. Chi è in grado di offrire un progetto politico chiaro è il benvenuto. E' su questo punto che il nuovo PD si deve misurare. Il Sindacato deve fare la sua parte, deve lottare per la partecipazione agli utili dei lavoratori e nel contempo deve collaborare per contribuire e concorrere alla formazione del reddito d'impresa. È un discorso lungo che va approfondito, ma sicuramente interessante. Per concludere devo, per onestà, dire che l'attuale governo, con tutti i limiti e senza entrare nel merito, ha fatto diverse riforme, e tutti dico tutti, siamo tenuti a dare una mano: nessuno è perfetto.

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