Le elezioni regionali sono state archiviate. Lo scorso 31 maggio si è andati a votare in sette regioni d'Italia per l'elezione del presidente e della giunta. In molti casi sono stati confermati i pronostici, ma non sono mancate le sorprese. In Veneto ha vinto Zaia, come ci si attendeva, ma non tutti si aspettavano una vittoria con un così ampio margine su Moretti, che è stata praticamente doppiata nei voti. Sono state confermate come regioni al centrosinistra Toscana, Umbria, Marche e Puglia, mentre le sfide più avvincenti sono state in Liguria e Campania. Nel primo caso ha vinto Toti del centrodestra, che a causa della spaccatura del #Pd ha battuto sul filo di lana Paita, mentre nel secondo caso è stato De Luca (CSX) ha scalzare Caldoro (CDX).

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La partita, dunque, si è conclusa 5-2 per il centrosinistra, ma alla vigilia si pensava potesse andare meglio e non perdere in Liguria. A pochi giorni dalla chiusura dei seggi elettorali, EMG, per conto di La7, ha pubblicato i primi #Sondaggi politici post-elezioni. Siete curiosi di scoprire come è cambiata la situazione?

Sondaggi post-elettorali ai primi di giugno, cala il CSX e cresce la Lega

Dando uno sguardo ai dati pubblicati relativi alle intenzioni di voto degli italiani, possiamo notare come la rilevazione effettuata subito dopo la tornata elettorale, registri un leggero incremento per il centrodestra ed un leggero calo per il centrosinistra. Quasi stabile il Movimento 5 Stelle. Il CDX è passato nel giro di un mese dal 35,7% al 36,2%, mentre il CSX è sceso dal 39,4% al 37,8%.

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Ma diamo un'occhiata più a fondo, analizzando i singoli partiti politici. A contribuire al successo del centrodestra è sicuramente la #Lega Nord, che dal 14,9% è salita al 15,5%, mentre rimangono invariate le percentuali di Forza Italia (12,4%) e Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale (4,7%). NCD, con UDC e PPE sono stabili al 3,6%.

Al centrosinistra, invece, cala il Partito Democratico, che dal 34,2% dell'inizio di maggio è arrivato al 33,8%, mentre SEL resta invariata al 4%. Il M5S è passato dal 22,8% al 23%, con una lieve crescita, mentre gli altri partiti sono attestati al 3%. Sicuramente i risultati delle recenti elezioni regionali hanno contribuito molto, anche se ci si attendeva una calo più netto del PD, specie dopo i recenti dissidi interni e le riforme scolastiche e previdenziali che non raccolgono consensi fra gli italiani. Per avere un quadro più completo bisognerà attendere i prossimi sondaggi elettorali, anche di altri istituti, così potranno essere confrontati fra loro. Nell'attesa vi invitiamo a seguirci ancora per scoprire tutte le novità sulla politica italiana e non solo.