La nuove nuvole nere che si stanno addensando sulla testa della maggioranza portano il nome del senatore Azzollini, per il quale è stata inoltrata una richiesta d'arresto che dovrà essere votata dalla camera alta dello Stato. Sel vuole votarla il più presto possibile, Ncd (partito del senatore Azzollini) vorrebbe tirarla per le lunghe e difende il suo esponente, Renzi si trova in mezzo e cerca di non sbilanciarsi. Ma tra minoranza dissidente e varie pressioni, pare stia per scatenarsi una tempesta.

Chi è Azzollini

La procura di Trani ha inoltrato al Senato una richiesta d'arresto a carico del senatore Azzollini nell'ambito dell'inchiesta sul crac della Divina Provvidenza.

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Già oggi dovrebbe essere prevista la calendarizzazione del voto. Davanti a questa vicenda, che è ancor più grave politicamente che legalmente dal punto di vista di una maggioranza dove ormai cose del genere sono all'ordine del giorno, il premier Renzi continua a sostenere la sua linea. L'approccio del primo ministro è quello di valutare le richieste d'arresto caso per caso, mantenendo ovviamente un profilo garantista sulle vicende giudiziarie dei soggetti in questione, ma valutando se ci siano effettivamente elementi sufficienti per l'arresto e in questo caso votando favorevolmente.

Una posizione che cerca di essere super partes e che è formalmente molto corretta, ma che ha la pecca di voler svuotare del suo valore politico una vicenda che invece di politica è pregna. Gli esponenti di Ncd ad essere inquisiti sono molti, e con i fatti di Mafia Capitale anche molti esponenti del Pd (anche se non parlamentari) sono alle prese con guai giudiziari, e molti si aspetterebbero da Renzi una ferma condanna agli atteggiamenti ambigui.

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Ma il premier rottamatore deve fare i conti prima di tutto con i numeri.

Il governo ha ancora una maggioranza che lo sostiene in Senato?

Dopo l'approvazione della buona scuola alla camera, Brunetta aveva accolto l'arrivo del provvedimento in Senato con un "benvenuto in Vietnam" rivolto a Renzi. A parte le dichiarazioni plateali, la camera alta, che dovrebbe essere ad un passo dall'essere trasformata, pare essere fino all'ultimo un grosso cruccio per la maggioranza. Il #Governo nei giorni scorsi è andato sotto alcune volte, durante la votazione di alcune parti dell'omicidio stradale e in commissione affari costituzionali, durante una votazione che riguardava proprio il ddl sulla scuola tanto caro al premier.

Questi fatti suonano inevitabilmente come un avvertimento. Il problema è che è molto difficile fare i conti, se si tiene conto di minoranze Pd, fittiani e senatori che decidono di cambiare casacca, fenomeno ormai all'ordine del giorno. Ed anche lasciando perdere le correnti, è inutile negare che la maggiornanza stessa è atipica, in quanto formata da un partito di destra e uno di sinistra, e non sembra verosimile pensare che possa durare più di tanto.

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Sono gli stessi esponenti dei partiti che la compongono che cominciano a scalpitare, che iniziano a sentirsi stringere addosso una situazione che non è più molto credibile e che rischia di essere pagata soprattutto in termini di voti. Che Renzi abbia un asso nella manica che intende tirare fuori al momento del bisogno? Può essere, il premier ci ha abituato alle sorprese. Ma nemmeno un mago potrebbe cancellare l'effetto avuto dalle recenti inchieste sul mondo politico e il senso di sfiducia verso la classe dirigente che ne è derivato. #Matteo Renzi #Nuovo Centrodestra