Restano ancora nel calendario dei lavori settimanali di Palazzo Madama, da martedì 14 luglio, le quattro proposte di legge per #amnistia e #indulto contro il sovraffollamento delle carceri, anche se ancora non è stato redatto il tanto atteso testo unificato per i provvedimenti di clemenza generale ad efficacia retroattiva e anche se non si registrano novità in arrivo da Palazzo Chigi su un possibile cambio di rotta.

Indulto e amnistia, l'esame dei quattro disegni di legge prosegue a Palazzo Madama

Il presidente del Consiglio #Matteo Renzi resta praticamente contrario all'approvazione dei provvedimenti di indulto e amnistia, bloccando di fatto l'azione di chi nel Pd è invece favorevole, non tanto per ragioni di principio ma perché teme la nota impopolarità delle misure straordinarie di clemenza nell'opinione pubblica, che invece adesso più che mai chiede più certezza della pena e più sicurezza nelle città.

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Va ricordato, infatti, che Renzi si era già schierato da sindaco di Firenze accanto a Marco Pannella per l'amnistia, e non da sottovalutare il fatto che è arrivato proprio dal Partito democratico, dopo la sentenza Torreggiani della Cedu e prima ancora del messaggio alle Camere sulla questione carceraria e i problemi della giustizia dell'ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il primo dei quatto disegni di legge per la concessione di amnistia e indulto, i disegni di legge che portano i numeri 20, 21, 1081 e 1115 degli atti del Senato, presentati rispettivamente dai senatori Luigi Manconi e Luigi Compagna, Lucio Barani ed Enrico Buemi. I relatori dei testi sono Ciro Falanga di Forza Italia per la minoranza e Nadia Ginetti del Partito democratico per la maggioranza. Sulla questione non si è ancora espresso come il suo predecessore il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Ma i 4 ddl, benché in calendario, restano ancora impantanati in commissione Giustizia a Palazzo Madama in attesa che il premier cambi idea magari cogliendo diversi segnali importanti che in questo senso arrivano dal mondo.

Dal Pontefice al presidente Usa fino a Morales: ok al perdono, c'è ancora il no di Renzi in Italia

Papa Francesco nell'anno del Giubileo Straordinario ha indicato la via della clemenza anche se non ha esplicitamente indicato ai governi l'approvazione di amnistia e indulto ma non perde occasione per parlare dei diritti dei detenuti e della loro dignità calpestata dalle difficili situazioni nelle carceri. Dopo il recente viaggio in Ecuador, il Papa nei giorni scorsi è andato in Bolivia dove ha incontrato i detenuti del carcere di Palmasola, una delle prigioni con le condizioni di vita più dure dell'America latina. Nel frattempo il governo di Evo Morales ha dato il via all'amnistia proprio in concomitanza con l'arrivo del Pontefice. In America proseguono anche in questi giorni a scaglioni, come ha riferito il quotidiano La Repubblica, le liberazioni di diversi detenuti grazie al perdono presidenziale di massa, la maxi amnistia di Barack Obama di cui stanno beneficiando soprattutto i detenuti che scontano pene per piccoli reati di droga.

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In Italia, un ddl per l'indulto destinato alle persone in carcere per la legge Fini-Giovanardi sulle sostanze stupefacenti ritenuta incostituzionale dalla Consulta è stato presentato alla Camera dei Deputati ma ancora nulla di fatto. I segnali che arrivano da Barack Obama e da Papa Francesco farano cambiare di nuovo idea a Matteo Renzi?