Il lavoro dell’Intergruppo per la legalizzazione della cannabis si fa sempre più serio e concreto. Il 29 luglio è stata presentata la proposta di legge mirante ad autorizzare vendita, consumo e coltivazione di marijuana sia a scopo ricreativo che terapeutico. Una legge che rappresenta un ibrido, quindi, fra il modello spagnolo dei cannabis social club e quello olandese dei coffee shop.

L’annuncio di Della Vedova sui Social network

A rendere nota la notizia, nella mattinata di mercoledì 29 luglio, l’onorevole Benedetto Della Vedova che attraverso i Social ha annunciato l’avvenuto deposito a Montecitorio della proposta di legge ma anche come ciò sia sul punto di avvenire anche in Senato.

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I firmatari alla Camera sono 220 (150 un mese fa) mentre a Palazzo Madama sono al momento 47. Della Vedova, nel ringraziare tutti coloro che hanno partecipato all’Intergruppo, ha ricordato che l’impegno è stato trasversale (con l’eccezione della Lega e del Nuovo Centro Destra) benché al momento manchino ancora dei consensi per mettersi in tasca la maggioranza. Per ora i voti sono un terzo di quelli necessari. Circostanza non da poco, inoltre, la presenza nell’esecutivo (ma l’iniziativa è puramente parlamentare) di ministri come Angelino Alfano, Beatrice Lorenzin e la sempre ingombrante figura di Carlo Giovanardi.

Cosa prevede la proposta di legge dell’Intergruppo

I termini della proposta sembrano essere in grado di debellare il fenomeno della droga illegale, garantendo sicurezza e libertà di accesso alle droghe leggere, entro limiti e in luoghi ben delineati.

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Come in Olanda, non si potrà consumare all’esterno dei punti vendita o al di fuori della propria abitazione. Consentita una detenzione e un acquisto fino a un massimo di cinque grammi alla volta, che salgono a 15 quando la sostanza è detenuta nella propria abitazione. Cinque, invece, le piantine che potranno essere coltivate sia per consumo ludico che per scopo terapeutico. A proposito, per i malati sarà possibile costituire dei cannabis social club, come pionieristicamente già fatto a Racale, vicino Lecce, da Andrea Trisciuglio con la sua associazione “La piantiamo”. Queste associazioni potranno portare avanti consumo e coltivazione per scopi terapeutici e potranno contare non oltre 50 iscritti. La legge, al netto delle soglie minime per l’autoproduzione, prevede tuttavia il monopolio statale su vendita e produzione di cannabis e derivati. Ora si aspetta la calendarizzazione per un voto previsto (nella migliore delle ipotesi per i proponenti) in autunno.

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