Il caos di #Mafia Capitale sta causando non poche grane alla giunta del sindaco di #Roma, Ignazio Marino. Dopo le dimissioni di Luigi Nieri si cerca di portare a termine il rimpasto della giunta capitolina, per epurare il Campidoglio dalle mele marce che hanno portato in Comune l'ombra della criminalità organizzata scoperta attraverso le indagini della Polizia. Marino, prima del viaggio a Losanna per discutere della candidatura della Capitale ai giochi olimpici, ha guardato ufficialmente il dossier rimpasto, affrontato anche nell'incontro, definito di routine, nella sede del Nazareno con Matteo Orfini. I tempi cominciano ad essere stretti anche in conseguenza ad un altro addio dato dal vicesindaco e assessore alla mobilità, Guido Improta, quindi rimpiazzare i posti vacanti diventa una priorità assoluta per l'amministrazione capitolina.

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Ma non si riesce a trovare l'accordo per sostituire i dimissionari e riformare la giunta: il Pd spinge per cercare di inserire 5 o 6 nuovi assessori, un numero che porterebbe ad un vero e proprio azzeramento della giunta originaria, visti anche i sette esponenti (compresi Nieri e Improta) che hanno lasciato fino ad ora. Invece per il Sindaco ci vogliono nomi di spessore che riportino credibilità nelle stanze del Comune, ma attualmente non c'è nessuno che sia disposto a immolarsi per la sua causa.

Marino è più propenso ad una cambiamento leggero in modo tale da non far diventare il rimpasto una dichiarazione di fallimento dopo appena due anni passati al Campidoglio. Nel caso in cui non si riesca a trovare un vicesindaco esterno, è già pronta la soluzione in casa con Alfonso Sabella, magistrato che lo scorso dicembre è stato chiamato da Marino a ricoprire il ruolo di assessorato alla legalità e potrebbe ampliare il suo ruolo diventando il garante per la trasparenza dell'azione amministrativa, uscita fortemente compromessa dopo l'inchiesta Mafia Capitale.

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Bisogna comunque attendere che il ministro Alfano faccia le sue valutazioni, riguardo la relazione inviata da Franco Gabrielli, in tempi abbastanza brevi così che Ignazio Marino possa decidersi sui nuovi innesti obbligatori.