La politica continua a discutere su come riformare il sistema previdenziale, all'indomani della presentazione di alcune proposte da parte di Boeri. Ma anche altri argomenti si stanno trattando in Parlamento, come quello della riforma della Giustizia, relativamente al tema dell'Indulto e dell'Amnistia. I 4 ddl depositati in Parlamento affrontano diverse problematiche relative alle carceri italiane. Una tra queste è quella del sovraffollamento carcerario che sta creando molte difficoltà in quasi tutti i penitenziari italiani. Un altro dibattito si è sviluppato in Aula anche grazie ad un esponente di Nuovo Centrodestra, Giuseppe Cancemi, il quale non si riesce a spiegare il motivo per cui il garante dei detenuti del Lazio non sia stato ancora nominato, secondo quanto riportato dal quotidiano on line ilvelino.it: 'Zingaretti (Presidente della Regione Lazio), non se ne importa nulla della popolazione carceraria.

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Sono ormai mesi che l'incarico del Garante è scaduto e la nuova figura deve essere approvata in Consiglio Regionale. Il presidente deve spiegare il motivo di questo ritardo e cosa impedisce la nomina'.

Interrogazione parlamentare di Fabiana Dadone sul penitenziario di Alba (CN)

Intanto, mentre si aspetta che in Parlamento venga calendarizzato l'appuntamento per la discussione delle proposte di legge e mentre i detenuti vivono in condizioni igienico-sanitarie preoccupanti (2 detenuti su 3 soffrono di malattie che nella maggior parte dei casi sono gravi), un altro fatto anima la discussione sul tema #indulto e #amnistia. E' stata presentata alla Camera, dalla deputata del M5S Fabiana Dadone, un'interrogazione parlamentare sull'attuale situazione carceraria nel penitenziario di Alba, in provincia di Cuneo: 'Agli inizi del 2014, la casa circondariale di Alba fu tramutato in penitenziario e da quel momento in poi, non è stato fatto alcun tipo di adeguamento logistico e di sicurezza. Oltre a questo, da evidenziare anche la mancanza di personale (situazione diffusa nelle carceri italiane) che caratterizza la struttura in questione'.

3 tentativi di suicidio e casi di autolesionismo caratterizzano il carcere piemontese

Il documento prosegue evidenziando che 'la pianta organica del carcere di Asti è numericamente inferiore a quanto previsto dalle tabelle ufficiali provocando un abbassamento dei livelli di sicurezza. Per questo motivo, si sono verificati, tra le altre cose, 3 tentativi di suicidio e 38 casi di autolesionismo. L'accesso alla struttura è complicato con le ambulanze che fanno fatica ad entrare nel suo interno. Infine, i mezzi di trasporto non sono sufficienti alle necessità della struttura. Tutto questo ha provocato una protesta da parte del personale del penitenziario che, da questo mese, si stanno rifiutando di consumare quanto fornito dalla mensa'.