L'accordo Tsipras-Junker e la crisi greca hanno rimescolato velocemente le carte sul tavolo della politica italiana e hanno fatto emergere di nuovo le tante contraddizioni di Forza Italia, che in Europa sta con il Ppe della Merkel e in Italia aveva annunciato, dopo il No del referendum greco, di allearsi con il fronte anti euro per formare un nuovo partito repubblicano.

Tuttavia AffariItaliani ha reso noto che il Centrodestra politico italiano è di nuovo frammentario e assente, con il rinnovo dei giorni scorsi del patto del Nazareno del leader di FI, Berlusconi, per sostenere l'esecutivo nell'approvazione delle riforme programmatiche del terzo #Governo tecnico Renzi.

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Scenari politici: Renzi e Berlusconi verso il Partito delle Nazione

Ma non finisce qui: in vista delle prossime elezioni politiche il leader di FI starebbe pensando di fondare un partito unico di larghe intese con il Pd di Renzi, denominato il "Partito della Nazione", con il largo consenso degli azzurri, soprattutto dopo l'evoluzione del premier Renzi, il quale sta andando sempre più verso il centro dopo gli abbandoni di Civati e Fassina.

Le ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio democratico sul taglio di circa 50 miliardi di tasse hanno sollevato molte polemiche e l'Ansa ha reso noto che Civati a margine di un convegno a Firenze ha dichiarato che la nuova linea politica di Renzi non è un'evoluzione del berlusconismo, ma è "Berlusconi in personam", e che la cosiddetta "rivoluzione" di Renzi è soltanto un'illusione.

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Nel frattempo il Pd nelle votazioni odierne per il rinnovo delle Presidenze delle Commissioni della Camera ha escluso tutti gli esponenti pentastellati del M5S. L'unico che si è salvato è Alfonso Bonafede, in commissione Giustizia, mentre fuori sono Carla Rocco, Finanze, Alessandro di Battista, Esteri, Danilo Toninelli, Affari, Davide Crippa, Attività produttive.

Sel, Lega, FdI e Alternativa Libera hanno eletto i nuovi vicepresidenti e segretari, ha sottolineato all'Ansa la deputata del M5S Francesca Businarolo, mentre si sono salvati dalle votazioni odierne soltanto gli ex grillini dissidenti che hanno cambiato casacca, ossia Massimo Artini, Walter Rizzetto e Adriano Zaccagnini.

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