Dopo una lunga ed estenuante trattativa durata 17 ore l'accordo è stato trovato. Alla Grecia arriverà un nuovo programma di aiuti dal Fondo Salva Stati da 86 miliardi in cambio però di 52 miliardi di asset greci da privatizzare per riuscire a realizzare dei profitti, eliminare il debito e ricapitalizzare le banche. Secondo alcune fonti, il premier Alexis Tsipras, durante le ore di negoziato, avrebbe fatto il gesto di togliersi la giacca per darla agli interlocutori, come per far capire che la Grecia non ha più nulla da poter offrire più di questo.

Il fondo di privatizzazione 

Nel documento si legge che l'allungamento dei tempi del debito arriverà solo dopo che la Grecia avrà approvato le riforme concordate e queste inoltre dovranno essere giudicate idonee dalle istituzioni europee.

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Il governo greco dovrà inoltre provvedere a revisioni profonde della contrattazione collettiva e dei licenziamenti collettivi, in linea con le direttive Ue. 

Il fondo di privatizzazione degli asset greci dovrà raggiungere i 52 miliardi di euro, di cui i primi 25 saranno usati per ricapitalizzare le banche, mentre tutto il resto sarà utilizzato per finanziare gli investimenti e abbattere il debito. Questo fondo avrà sede in Grecia e sarà gestito dalle autorità greche sotto però la supervisione di quelle europee.

Le riforme entro il 22 luglio 

Alexis Tsipras ha dichiarato di aver ottenuto "un alleggerimento del debito" e dei finanziamenti a medio termine, riuscendo ad "evitare il trasferimento dei beni greci all'estero". 

Le prime riforme che la Grecia dovrà adottare saranno quella dell'IVA,  dell'Elstat e delle pensioni, e dovrà riuscire a farlo entro mercoledì 15 luglio.

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 Entro il 22 luglio invece dovrà approvare la riforma del codice di procedura civile e la direttiva sul fallimento degli istituti di credito Brrd.

L'Europa ha imposto condizioni dure e pesanti per la Grecia nell'accordo per rimanere dentro l'eurozona e ricevere un nuovo piano di aiuti. Paul Krugman, premio Nobel per l'Economia, ha dichiarato come "queste condizioni rappresentino la distruzione della sovranità nazionale e nessuna speranza di sollievo, è tutto il contrario di quello che il progetto europeo avrebbe dovuto rappresentare". #Crisi economica #Unione Europea