Cerchiamo di fare chiarezza sulla questione greca riassumendo in sei punti i principali motivi e gli effetti di questa crisi che ormai è anche sociale, oltre che economica, e riguarda non solo la stessa Grecia, ma l'intera Europa.

Il rischio default

Il 30 giugno il Ministro delle Finanze greco Varoufakis ha ufficialmente ammesso che la Grecia non sarebbe stata in grado di versare la prima rata del prestito alla FMI di circa 1.6 miliardi di euro. Così la Grecia è diventata ufficialmente il primo Paese europeo insolvente, ad un passo dal default. Il popolo greco ha poi votato "no" al referendum del 5 luglio, come auspicava il leader greco Tsipras.

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Se la maggioranza avesse votato "si", la Grecia avrebbe accettato il nuovo piano di credito a costo di ulteriori tagli a salari e pensioni. Invece ha prevalso l' "oxi"( no in greco), dunque finché non sarà saldata la prima rata, la nazione non potrà ricevere ulteriori aiuti economici dall'FMI, rischiando la tanto insperata "Grexit", cioè l'uscita dall'eurozona.

Il peggior rapporto deficit/Pil in Europa

In Grecia il rapporto debito/Pil raggiunge addirittura il 172%, e ciò ha portato la nazione a non essere più un Paese solvente; attualmente nessun Paese europeo è disposto a prestare altri fondi alla Grecia.

La forte disoccupazione

In Grecia più di un uomo su quattro è disoccupato; ciò conferma come la crisi non sia solo economica, ma prettamente umana. A confronto dell'Italia, dove la disoccupazione ha un tasso del 13%, in Grecia il tasso supera il 25% e il Governo sembra tuttora non avere un piano adeguato per risolvere questo problema.

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La grave crisi demografica

Fino al 2009 la popolazione greca era sempre cresciuta, ma poi ha bruscamente invertito il trend che ancora oggi continua a essere negativo. In questi ultimi anni si è registrata una forte ondata di emigrazione, poiché le persone che hanno la possibilità di stabilirsi all'estero e un'alta formazione hanno deciso di abbandonare il proprio Paese natale per mancanza di sbocchi lavorativi adeguati, sfavorendo di fatto la ripresa.

I depositi bancari

Da oltre un decennio gli abitanti della Grecia hanno timore che i propri risparmi possano essere fortemente svalutati dalla crisi o addirittura da un eventuale cambio di moneta, dunque scelgono di non depositare più i loro soldi in banca. Il governo ha inoltre disposto la chiusura delle banche fino al 7 luglio e, alla riapertura, un limite massimo giornaliero di prelievo bancomat per paura che i cittadini possano prelevare in massa i propri risparmi.

La spesa pubblica e le entrate fiscali

Quasi tutti i Paesi europei hanno ridotto la propria spesa pubblica negli ultimi anni, e la Grecia ha drasticamente ridotto la propria, anche se non è giovata a molto.

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Inoltre il debito causato dalle tasse non riscosse in Grecia si aggira intorno al 90%, più del doppio degli altri Paesi.

I greci si sentono ininfluenti

Secondo un sondaggio, la Grecia è la terza nazione con il maggior numero di abitanti insoddisfatti delle politiche europee. Solo il 23% degli ellenici pensa che la propria opinione sia influente in Europa. Un altro sondaggio ha rivelato che la maggior parte dei greci si sente oppresso dell'UE e soprattutto dalla Germania; un dato interessante da incrociare con quello di un altro sondaggio, secondo il quale gran parte dei tedeschi è favorevole all'uscita della Grecia dall'eurozona.

#Crisi economica #Unione Europea #Esteri