"La Grecia è già fallita, gli aiuti non basteranno". L'ex ministro delle finanze ellenico Yannis Varoufakis si scaglia nuovamente contro la strategia di "capitatolare" agli ordini dell'Eurogruppo e della Germania voluta da Alexis Tsipras.

"Così la Grecia fallirà"

Non ha dubbi Varoufakis: le ultime misure di austerity, che gli addetti ai lavori chiamano Agreekment, sono "il più grande disastro macroeconomico mai impartito". E ai microfoni della Bbc si lancia anche su quanto tempo ci voglia perchè il bailout venga a galla: "il programma è già fallito" a prescindere da chi lo metterà in atto.

Le "purghe" di Tsipras ai dissidenti

Su chi le metterà in atto il primo ministro greco ha le idee chiare: non saranno i primi ministri che in Parlamento hanno votato contro le misure di austerity assieme ai falchi dell'ala massimalista di Syriza.

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Ci sarà anche una donna, Olga Gerosvasili, nuova portavoce del Governo. Tra i nuovi, ben dieci le sostituzioni, in tre hanno scelto di giurare dinanzi al presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos con la formula religiosa assistiti da un vescovo. Tra questi il viceministro all'economia Alexiadis Trifonas. Gli altri sette, a cominciare dal nuovo ministro per la produzione energetica Panos Skourletis.

Lunedì riaprono le banche

Intanto la Grecia si appresta a tornare ad una parvenza di normalità. Lunedì le banche riapriranno, anche grazie al prestito ponte della Banca Centrale Europea di 7.16 miliardi, che permetterà alle banche greche di saldare gli arretrati ed evitare il default. I cittadini dovranno però attendere ancora per il ripristino della normalità. Rimarrà infatti inalterato il tetto dei 60 euro di prelievo.

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Segni che il peggio non è affatto alle spalle.

Sarà necessario alleggerire il debito?

Ieri il presidente della BCE Mario Draghi ha escluso di nuovo una Grexit. Ma nonostante i buoni auspici la situazione della Grecia rimane drammatica e potrebbe esser necessario agire sul debito pubblico e gli interessi che genera. Quanto detto da Varoufakis, ossia che gli 86 milioni di euro e le severe misure imposte e già votate dal Parlamento greco, oltre a quelle che verranno discusse nei successivi tavoli tra Tsipras e la Troika potrebbero non bastare lo pensano in molti. Lo dimostrano i continui appelli al taglio del debito o al posticiparne il rimborso di questi giorni da parte del presidente del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde, da Draghi e dal suo omologo americano Jack Lew. Di taglio del debito però in Germania non vogliono sentir parlare.

Il Parlamento tedesco non voterà il taglio del debito

"Il taglio del debito sarebbe da prendere in considerazione in ultima ratio. Saremmo in difficoltà a farlo votare al Parlamento tedesco", spiega Bernd Posselt del CCD. Come se gli applausi a Wolfgang Schaeuble, il falco osannato il giorno i cui alla Bundestag si è votato l'ok al terzo salvataggio della Grecia, non fosse stato esauriente. #Esteri