Il presidente greco lancia l'ennesima sfida ai creditori internazionali e all'Europa tutta, confermando che domenica prossima ci sarà il referendum con il quale i cittadini ellenici dovranno esprimersi sulle proposte delle istituzioni europee, invitando i suoi concittadini a votare no. Uno degli ultimi sondaggi effettuati in materia, indica che la maggioranza dei greci è intenzionata a seguire le indicazioni del proprio presidente. Per contro, continuano gli appelli di quelli favorevoli al sì, dove in prima linea troviamo l'ex presidente Mitsotakis, il primate della Chiesa ortodossa Girolamo II e un gruppo di oltre 50 personaggi pubblici di varia estrazione sociale.

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Quello di Tsipras alla nazione è stato un discorso molto duro e profondo, andato in onda poco prima che iniziasse la conference call dell'Eurogruppo, convocata d'urgenza in seguito alla lettera inviata da Atene ai propri creditori nelle ore scorse, con la quale dichiarava di accettare le loro condizioni a patto di apportarvi alcune modifiche. Intanto il default è sempre più imminente, nella mezzanotte di ieri è scaduta la rata da 1,6 miliardi di euro facente parte del programma di aiuti ricevuti che la Grecia deve pagare al Fmi.

Il discorso del presidente della Grecia Tsipras

Nel suo accorato discorso, Tsipras inizialmente ha screditato chi afferma che esiste un programma segreto per fare uscire il paese dall'Europa, dichiarando di essere fermamente intenzionato ad arrivare a un accordo.

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In seguito, ecco la doccia fredda per i partner europei: confermando il referendum e invitando i propri concittadini a votare no, secondo Tsipras non significa rinnegare l'Europa, al contrario, vuol dire tenere fede ai valori molto significativi che sono stati concordati con i partner. Il presidente ha voluto anche tranquillizzare la popolazione, asserendo che questa difficile situazione avrà vita breve, e che gli stipendi e le pensioni saranno garantiti. Inoltre, continua con un'altra stoccata ai creditori internazionali, accusandoli di aver posto sotto ricatto la Grecia imponendogli di accettare le loro proposte pena le difficoltà alle quali sarebbero andati incontro.

I disagi dei cittadini

Nella giornata di oggi intanto hanno riaperto circa mille banche, dopo la chiusura imposta dal blocco della liquidità e dal controllo dei capitali, per dar modo ai titolari di pensione di ritirare i propri soldi, comunque nella misura imposta di 120 euro settimanali. Questo perchè la maggior parte dei pensionati non è in possesso della tessera bancomat, mentre negli sportelli automatici è ressa per ritirare i 60 euro che si possono prelevare ogni giorno.

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Il fronte per il sì al referendum

Seppur il recente sondaggio abbia quantificato che i cittadini intenzionati a votare no sono oltre il 50%, gli appelli affinché si voti sì si moltiplicano con il passare delle ore. Costantino Mitsotakis, ex premier greco, ha affermato che l'unica strada da percorrere per uscire da questa difficile situazione e quella di presentarsi in massa al referendum e votare sì. All'appello dell'ex premier si è unito Girolamo II, facendo leva sull'unità nazionale. Al fine di sostenere il sì è stato costituito un comitato composto di 50 personaggi illustri della società greca, tra i quali troviamo i primi cittadini di Salonicco e Atene, l'ex primo ministro Pirkammenos, l'attore Giannis Bezos, e molti altri. Adesso non resta che aspettare per vedere come evolverà la situazione, che sicuramente non è per niente facile. #Crisi economica #Unione Europea