"Non ho mai sentito quella frase": si difende così Rosario Crocetta, governatore della Regione Sicilia, autosospesi dopo le rivelazioni fatte dal settimanale l'Espresso circa le parole che il medico Matteo Tutino avrebbe pronunciato contro l'ex assessore alla Sanità, Lucia Borsellino. Secondo il settimanale, invece, il governatore sarebbe rimasto zitto, non pronunciando nemmeno una parola per difendere la figlia del magistrato morto nel 1992. La conversazione intercettata, aggiunge l'Espresso, si troverebbe tra gli atti secretati.

"Volevano farmi fuori" ha controbattuto Crocetta, aggiungendo di voler sapere assolutamente chi ha raccolto le informazioni che si trovano nel dossier.

Avesse udito quella frase, continua il governatore della Sicilia, "avrei reagito come un dannato". D'ora in poi, chiude, al posto di parlare di 'metodo Boffo' si potrà tranquillamente parlare di 'metodo Crocetta'.

La Borsellino si era dimessa nei giorni scorsi, dopo l'arresto di Tutino. Inoltre, sempre negli stessi giorni aveva dichiarato al quotidiano Repubblica che non avrebbe partecipato alla commemorazione in onore dei caduti di via d'Amelio (dove rimase ucciso il padre, insieme a cinque agenti della scorta, il 19 luglio di ventitré anni fa) poiché contraria all'"antimafia di facciata".