Caro Renzi, l'improvvisazione è pericolosa e la demagogia è l'anticamera del populismo. Mittente: Carlo Costalli, presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, organismo presente in tutto il Paese, con 19 sedi regionali, 90 provinciali, e circoli sparsi sul territorio oltre all'estero con 20 sedi. Carlo Costalli oltre a guidare il movimento, è presidente nazionale del Patronato SIAS, consligliere CNEL e Consigliere nazionale del Forum del Terzo Settore. E' poi un conterraneo del premier e ne conosce i punti deboli, aspetti che lo rendono politicamente vulnerabile.

Come la testarda convinzione di poter andare avanti da solo, giusto?

Un uomo solo al comando non risolve i problemi.

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Anche confindustria glielo ha detto ultimamente. Abbiamo bisogno di coesione. Il Paese ha bisogno di coesione. L'Italia è uscita dalle crisi nel momento in cui ha fatto fronte comune. 

Ma il premier sembra giocarsi tutto ogni volta che annuncia una riforma. Come la sfida della riforma fiscale. Magari a lui piace andare avanti da solo anche per questo?

Renzi è indiscutibilmente un grande comunicatore. Quella della riforma fiscale, la promessa di far pagare meno tasse, è una trovata che consente a voi giornalisti di avere argomenti per tutta l'estate e a noi cittadini, rappresentanti di movimenti e partiti, economisti, di discutere e di dire la nostra. Intanto due cose mi lasciano perplesso. La prima è questo fatto di tentare di lanciare un patto nazionale basato quasi su un diktat: facciamo le riforme e abbassiamo le tasse.

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Ci vedo un po' di demagogia.

La seconda è: quali riforme? Come le fanno? Se punta tutto su matrimoni gay e adozioni io non sono interessato. Se invece parliamo di riforma del Senato e riforma che favorisca le famiglie allora si.

E sulla fattibilità della riforma fiscale cosa pensa?

Ho qualche perplessità sulle coperture visto che ogni mese i bollettini della Banca d'Italia dicono che aumenta di 20 miliardi il debito. Né è possibile farlo sulla base della lotta dell'evasione fiscale, perché non sappiamo i tempi, le modalità, i risultati di un'attività che non è semplice. L'improvvisazione è pericolosa e la demagogia è l'anticamera del populismo.

Certo, se lei mi chiede se sono favorevole all'eliminazione della tassa sulla prima casa, io le rispondo che non potrebbe essere diversamente, visto che la mia generazione ha impostato tutta la proprio vita sul valore, anche sociale, della prima casa.

Poi... Sono uno che viene da una organizzazione dei lavoratori, abbiamo nel dna il tema del lavoro, e vorrei che si avesse una attenzione anche a quello quando si parla, per esempio, dell'abbassamento del carico fiscale.

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La riforma del lavoro, il Jobs act di Renzi non la soddisfa?

E' un passo avanti. Su questo non ho dubbi. Sui decreti attuativi che stanno venendo fuori ci possono essere anche alcune critiche. Ma è indubbio che sta venendo fuori un grande dibattito, un percorso riformatore che ha consentito anche di mettere da parte alcuni tabù. Certo, non sono così entusiasta sui risultati che ci dicono, né si può pensare che la ripresa venga solo da questo aspetto.

Soprattutto nel nord del Paese.

E per il Sud? Non pensa che sia un po' trascurato dalle politiche di questo esecutivo?

Si. E si sbaglia se si pensa che la ripresa si possa fare solo facendo ripartire metà Paese. Per il Sud non vedo programmazione, un piano industriale... In alcune zone si devono creare le condizioni per far venire imprenditori a investire, invece mancano finanche le infrastrutture che sono la base per attrarre imprese. Renzi non non ha grande attenzione per il Sud. O, almeno, questa è la sensazione che dà. Anche politicamente nel mezzogiorno ha qualche difficoltà.

Anche il fatto di non riuscire ad avere al Sud un partito a sua immagine e somiglianza, che invece sembra formarsi a nord di Roma, è una cosa che lo irrita.

Al Sud però il Pd ha ottenuto risultati importanti. De Luca ed Emiliano hanno vinto.

Si ma non ha vinto il "suo" Pd. De Luca, per esempio, dalle cose che dice, a oggi, non mi sento di muovergli delle critiche. Il problema è il personaggio. Che ha poco di nuovo ed è sicuramente discusso. Dopodiché, tralasciando la sua storia amministrativa, se vuole fare l'innovatore, come pure Emiliano, dà qualche problema al mio concittadino Renzi. C'è un peccato originale. Ai campani probabilmente non conviene andare a votare. E' bene che lo mettano alla prova, secondo me.

Se invece adesso si andasse a elezioni nel Paese, pensa che Renzi vincerebbe?

Guardi, Renzi ha una fortuna: manca l'altro. Non c'è una alternativa. Salvo in Lombardia dove un po' di gente vota Salvini, per il resto non c'è granché. In particolare, su Renzi, mi viene da dire che uno che pensa di essere uno statista deve andare un po' oltre. In generale, invece, il problema grosso sarebbe: oggi quanti vanno a votare?

Il suo movimento intanto cresce e rappresenta una bella fetta di popolazione...

Mcl è un movimento che ha doppia valenza. E' ben radicato sul territorio con una rete di servizi, soprattutto nel Sud è uno dei movimenti sociali più rappresentati. Ritengo sia la nostra una funzione importante perché anche il Papa ce lo dice: bisogna stare accanto alla gente in difficoltà. Anche sui problemi dell'immigrazione cerchiamo di fare la nostra parte. Abbiamo una nostra linea politico-culturale, di coscienza critica e rifuggiamo da ogni populismo di destra e sinistra. #Governo #Crisi economica #Lavoro giovani