Cauto ottimismo sul futuro dell'Italia, quello espresso dal Presidente della Repubblica, #Sergio Mattarella: a sei mesi dalla sua elezione e pochi giorni prima della pausa estiva, il Capo dello Stato ha parlato dell'attuale situazione del nostro Paese, alla luce di quanto è stato fatto finora dal governo Renzi, soprattutto sul piano delle riforme. 

Mattarella sta vedendo segnali di ripresa che, però, occorre sviluppare: in particolar modo sono i giovani e la popolazione delle regione meridionali che, in questo momento, non devono essere abbandonati. Occorre guardare avanti e non indietro, come fece la moglie di Lot che, voltandosi alle spalle, divenne una statua di sale.

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Anche secondo il Capo dello Stato le riforme rappresentano i punti nevralgici del programma dell'esecutivo Renzi: a questo proposito, Mattarella ribadisce l'esigenza di rispettare rigorosamente le regole fondamentali della democrazia senza cercare di straripare oltre i propri confini.

Riforma scuola Renzi: Mattarella 'Perchè ho firmato'

L'intervento di Mattarella non poteva non sfiorare l'argomento #Scuola visto che la tanto contestata riforma proposta dallo stesso #Matteo Renzi e dal ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha mandato su tutte le furie il personale scolastico attraverso scioperi e manifestazioni del tutto ignorate dal governo.

Si fa riferimento, in particolare, agli appelli rivolti al Presidente della Repubblica affinchè non apponesse la propria firma sul disegno di legge, Buona Scuola.

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Mattarella ha precisato che non si deve commettere l'errore di 'credere che il Capo dello Stato, in quanto tale, possa bloccare le scelte politiche che spettano al governo o al parlamento'. 

Mattarella: 'Nessun contrasto con la Costituzione nella riforma scuola'

Il mondo della scuola, però, si aspettava che il Presidente, in qualità di garante della Costituzione, decidesse di rimandare indietro la legge. Mattarella, a tal proposito, ha fatto presente che tutto ciò è plausibile qualora si riscontri un chiaro contrasto con la Costituzione, qualora una legge costituisca una chiara violazione della Carta Costituzionale.

Insomma, il concetto sembra chiaro: il governo e il parlamento hanno espresso parere favorevole e il presidente Mattarella non ha trovato nella riforma Buona Scuola quegli elementi 'chiari' da ritenere quella legge come incostituzionale. Amen.