Il PD di #Matteo Renzi continua a registrare una perdita di consensi ormai strutturale e non è di certo una novità, ma a caratterizzare gli ultimi sondaggi politici aggiornati ad oggi 10 luglio è il timore degli italiani nei riguardi della vicenda Tsipras-Grecia. Si perché i nostri concittadini non si sentono al sicuro, non sentono di essere protetti o 'serviti' dall'UE e temono per le proprie finanze. Dati come quelli emersi dalle indagini Euromedia e dalla trasmissione tv Ballarò dimostrano in definitiva come le parole di Matteo Renzi - 'L'Italia non ha nulla da temere' - non abbiano fatto breccia. In effetti nulla di quanto dica il premier a proposito dell'UE e delle strategie sulla Grecia può ormai esser considerato 'credibile' dato l'evidente sottomissione dell'ex sindaco di Firenze ai comandi impartiti da Angela Merkel. A proposito della Grecia, sarebbe già pronto il piano di ristrutturazione del debito qualora Tsipras trovasse un accordo con i creditori.

Proiezioni di voto e ultimi sondaggi politici oggi 10 luglio, tracollo Renzi: gli italiani non si fidano dell'UE e temono per i propri soldi

La forbice tra PD di Renzi e M5S di Grillo continua dunque a ridursi con gli ultimi sondaggi politici aggiornati ad oggi 10 luglio a certificare l'ennesima perdita di consensi del partito di governo sceso ora al 32,1% in calo dello 0,4%. Al contrario continua il trend d'oro di M5S e Lega Nord che sfruttano il sentimento anti-europeista del momento per salire ancora nei consensi: più 0,4% per i pentastellati che raggiungono quota 23,4% e più 0,2% per il Carroccio che tocca quota 15,2%. A sorprendere però, come si diceva in apertura, è il pensiero degli italiani in merito al proprio rapporto con l'UE. I cittadini del Bel Paese pensano che il no che si è imposto nel referendum greco sia una vittoria della democrazia per il 40% e di Tsipras solo per il 9%, mentre giudicano l'atteggiamento di Renzi verso la Merkel troppo servile (a pensarla così il 40%). Il 45,2% degli intervistati ha poi dichiarato di sentirsi distante dall'UE e di non sentirsi tutelato, il 40% ha addirittura parlato di tradimento operato dagli organismi sovranazionali. Un soggetto su due si è invece detto preoccupato per le proprie finanze, tutti dati questi che paiono comunque andare a braccetto con la fiducia al governo Renzi, scesa al minimo storico del 25%.



Restando sempre alla situazione greca sembra comunque vicina la soluzione delle trattative: 'Speriamo di non rivederci anche domenica: vuol dire che l'accordo sulla Grecia può essere fatto anche nella giornata di sabato dai ministri dell'Economia' ha dichiarato Renzi al termine dell'incontro con il primo ministro irlandese Enda Kenny. E' notizia di queste ore che la Commissione Ue e la Bce stanno già lavorando alla bozza di un possibile comunicato per la ristrutturazione del debito nel caso in cui la Grecia dovesse accordarsi con i creditori. L'impressione è che nonostante la possibile conclusione della vicenda greca il referendum di Tsipras abbia riacceso una sorta di nazionalismo latente in parecchi stati membri i cui abitanti si sentono defraudati della propria sovranità e incapaci di sentirsi cittadini d'Europa. E non è affatto detto che questo sentimento possa andare scemando nel tempo.
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