Tutto nasce da un articolo di Piero Messina su "L'Espresso" in cui viene riportata una frase che avrebbe detto il medico Matteo Tutino parlando con il governatore siciliano, Rosario Crocetta. «Andrebbe fatta fuori come il padre» riferendosi all'ex assessore alla Sanità, Lucia Borsellino. Una frase che ha turbato profondamente l'opinione pubblica, scosso tutta la politica e che avrà probabilmente conseguenze rilevanti per la Regione Sicilia e il suo assetto istituzionale. Una frase che ha turbato lo stesso presidente Crocetta che si è auto-sospeso nell'immediato e si è barricato in un silenzio durato tre giorni nel suo appartamento di Castel di Tusa.

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Silenzio che ha deciso di interrompere in queste ore per difendersi dallo sfratto sostanziale che sta ricevendo dagli esponenti del #Pd. La prima è stata Debora Serracchiani, vicesegretario nazionale Dem, ad auspicare un suo passo indietro, dopo le parole che ha pronunciato Manfredi Borsellino alla cerimonia di commemorazione per l'uccisione del padre e dei cinque agenti della scorta alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Alla presidente del Friuli Venezia si sono accodati il presidente nazionale Matteo Orfini e il segretario regionale siciliano, Fausto Raciti che, di fatto, non hanno escluso "alcuna ipotesi" sul futuro di Crocetta.

Crocetta va all'attacco

Il presidente Crocetta non ha soltanto interrotto il silenzio, ma tramite il suo legale, l'avvocato Vincenzo Lo Re, ha fatto sapere che chiederà a L'Espresso un risarcimento di 10 milioni di euro perché l'intercettazione non esiste.

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L'intercettazione pubblicata da L'Espresso non esiste agli atti per la Procura di Palermo e per il procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari.

Ha aggiunto inoltre Crocetta: «Non posso dimettermi per qualcosa che non esiste». Non ha escluso la possibilità, invece, di una chiusura anticipata della legislatura. Fatte alcune riforme importanti, come quella delle province e quella dell'acqua, il governatore potrebbe rassegnare le dimissioni per il clima pesante e di sfiducia in cui è avvolto.

Attesissimo l'intervento di questo pomeriggio del governatore alle 16:00 nell'Assemblea di Palazzo d'Orleans, in cui chiarirà davanti ai suoi parlamentari regionali e alle opposizioni la sua posizione e i suoi intenti futuri.

In ogni caso, è bene fare chiarezza perché la posta in gioco è molto alta. Se da un lato l'ipotesi che un magistrato paladino antimafia sia stato in silenzio di fronte ad una frase così pesante è terrificante, dall'altro la "tempistica di pubblicazione", proprio nei giorni delle celebrazioni dell'omicidio Borsellino, e "la vaghezza intrinseca nell'articolo", a partire dalla sequenza di parole "di qualche mese fa", che non connota l'atto in maniera specifica e precisa, potrebbero essere percepite come sintomo evidente di un processo di strumentalizzazione.

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Politici come giornalisti devono assumersi le proprie responsabilità. Quindi l'unica cosa sensata da fare è mostrare il contenuto integrale dell'intercettazione (qualora ci sia) e non estrapolarne un frammento, per accertare fino in fondo la gravezza del silenzio-assenso del Presidente Rosario Crocetta di fronte a una frase così grave: «Andrebbe fatta fuori come il padre». #Politica Palermo