L'Europa è salva, il primo ministro greco, dopo il No del referendum del suo popolo ha accettato le condizioni di austerity dei creditori dell'eurozona e il terzo piano di aiuti, che secondo le indiscrezioni prevede un prestito di 80 miliardi di euro erogati dal Fondo di Aiuti Ue, e Yanis Varoufakis furioso ha rivelato il retroscena delle sue dimissioni e lo strappo con Tsipras.

Il Giornale ha reso noto che l'ex ministro delle Finanze greco all'indomani dell'accordo del piano Tsipras-Juncker ha rivelato che la possibilità di un Grexit era prevista dall'Eurogruppo ancora prima che il loro attuale governo fosse stato eletto, e che il default ellenico sarebbe servito da esempio allo scopo di imporre i piani di ristrutturazione dell'Ue a tutti gli Stati Membri.

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Varoufakis contro Tsipras: "Avevo un piano, ma lui ha ceduto"

Inoltre l'ex ministro del Tesoro greco ha svelato il suo piano fallito di ridare la sovranità economica al suo popolo, a causa del ricatto Ue, la quale ha chiuso le banche in Grecia da ormai 10 giorni; inoltre Varoufakis ha accusato Tsipras di aver ceduto ai creditori e di aver accettato un piano di ristrutturazione che prevede le lacrime e il sangue del popolo greco.

Come un fiume in piena Varoufakis ha spiegato che solo una Grexit credibile avrebbe permesso di negoziare un accordo migliore, soprattutto dopo il No del popolo ellenico, e il suo piano anti-troika avrebbe previsto la sovranità economica con la ripresa del controllo della Banca della Grecia, con l'emissione degli IOU, ossia promesse di pagamento, e tagliando i bond detenuti dalla Bce.

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L'ex ministro greco, tornato ad Atene dopo qualche giorno al mare, all'indomani dell'accordo del piano Tsipras-Juncker ha rivelato in un'intervista al News Statesman che la notte della vittoria del referendum ha capito che il no del popolo ellenico non sarebbe stato sufficiente per attuare il suo piano.

Al contrario avrebbe portato il primo ministro ad accettare condizioni economiche umilianti dei creditori Ue, intenzionati a prestare altri miliardi di euro a un popolo insolvente da 5 anni, che probabilmente non riuscirà mai a rimborsare, in cambio della svendita della Grecia alle Multinazionali e agli speculatori.

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