Una denuncia forte. Una presa di posizione netta. Che fa male. Ma anche riflettere. Resta sempre di estrema attualità il tema su #amnistia e #indulto 2015, ancora oggi irrisolto. Tra le novità di giornata si segnala l'intervento di Donato Capece, il quale ha posto nuovamente sotto i riflettori il problema delle carceri italiane. Nonostante la ventilata apertura del nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nonostante le forti dichiarazioni espresse dal ministro della Giustizia Andrea Orlando nel recente passato, nonostante la continua battaglia dei Radicali italiani, il Parlamento non ha ancora preso nessun provvedimento di amnistia e indulto e, con il passare dei mesi, il tutto diventa sempre più irrealistico.

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Una chimera, direbbe qualcuno. Una utopia, affermerebbe qualcun'altro. Una presa in giro, sentenzierebbero la maggior parte dei detenuti e delle famiglie coinvolte. Definizione, quest'ultima, più vicina, forse, alla realtà dei fatti. 

Amnistia e indulto, Capece: 'L'Italia non ha fatto nulla' 

Oltre alla questione centrale riguardante l'amnistia e l'indulto, rimane al centro del dibattito il sovraffollamento carcerario e la situazione divenuta insostenibile all'interno delle carceri italiane. Attraverso una nota stampa, il segretario del Sappe ha sottolineato con forza alcuni dei concetti chiave di cui parliamo ormai a più riprese. Capece denuncia l'inoperosità del governo italiano difronte all'emergenza carceri, affermando come nel Bel Paese le condizioni di vivibilità nelle celle non siano affatto migliorate.

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A conferma di questo gli ultimi fatti di cronaca che hanno per protagonisti sei detenuti, i quali hanno preferito togliersi la vita piuttosto che continuare a scontare la propria condanna. Come in passato ha fatto Luigi Manconi attraverso la pubblicazione del libro 'Abolire il carcere', così Donato Capece ha invocato un ripensamento della funzione della pena e del ruolo del carcere. 

La posizione di Renzi e Orlando non cambia 

La posizione del governo Renzi su amnistia e indulto rimane, sostanzialmente, invariata. Gli slogan dell'esecutivo continuano a mettere in luce i provvedimenti dell'attuale legislatura, attraverso cui si sarebbero risolti in gran parte i problemi delle carceri. Queste stesse dichiarazioni però non trovano riscontro con la realtà dei fatti, una realtà di suicidi e aggressioni contro gli agenti della Polizia Penitenziaria, l'ultima delle quali avvenuta in quel di Benevento. Concludiamo con un dato piuttosto significativo: al 14 agosto i suicidi nelle carceri sono stati 28 mentre il numero totale di morti 72. Molte di queste, peraltro, vengono spesso e volentieri trascurate dai mass media e tg nazionali.