"Non morirò renziana". E' con queste parole che Nunzia De Girolamo, ex Ministro delle Politiche Agricole del Governo Letta, annuncia il suo ufficiale addio al #Nuovo Centrodestra. E non solo. Perché la deputata rivela il suo intento di tornare alla corte di Silvio Berlusconi. La stessa corte che nel non troppo lontano 2013 aveva ripudiato, optando per il nuovo progetto politico di Angelino Alfano. In un'intervista rilasciata al Tempo e pubblicata questa mattina, la moglie del deputato Pd Francesco Boccia spiega minuziosamente i passaggi della sua decisione. 

"Almeno cambi nome". Sembra che la De Girolamo non riesca a digerire la vicinanza sempre più marcata tra Alfano e #Matteo Renzi: "Non baratto i miei valori di centrodestra per un posto al sole".

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Così ha deciso di seguire le orme di chi precedentemente aveva fatto lo stesso passo, come l'ex coordinatore cittadino di Milano Nicolò Mardegan o la deputata Barbara Saltamartini, "saltata" all'interno del gruppo Lega Nord. E se per quest'ultima le voci più maliziose parlano di una scelta dettata dall'interesse (visti gli ultimi sondaggi riguardanti il partito di Salvini), per la De Girolamo sembrerebbe trattarsi di un ritorno a casa, quello in #Forza Italia.

"Non conosco cerchi magici" continua nell'intervista al Tempo, "Non voglio certo rovinare l'orticello di qualcuno ma qui c'è in gioco qualcosa di molto più importante". "Ncd ha fallito". E' forte la delusione per l'esperimento di larghe intese che, stando a quanto racconta l'ormai esponente forzista, ha creato non poche tensioni all'interno dello stesso partito.

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"Lui (Alfano, ndr) ritiene che quella sia l'unica linea politica e che in un piccolo partito non ci sia spazio per il dissenso".

E quando il giornalista le chiede se ad influire sul ritorno a casa ci sia stato anche lo zampino di Silvio Berlusconi lei risponde senza sbilanciarsi: "Non ho mai smesso di incontrarlo" "Berlusconi resta una guida per me e per la mia storia". Di pochi giorni fa, infatti, il loro incontro nella villa dell'ex premier in Sardegna.