Dopo le contestatissime riforme del mercato del lavoro e della scuola, il Presidente del Consiglio Renzi sembra voler affondare ancora di più il piede sull'acceleratore per arrivare alla pausa estiva avendo messo nel carniere altre riforme. L'idea del Premier è quella di procedere speditamente e senza soffermarsi ad ascoltare più di tanto le polemiche esterne, ma soprattutto interne al PD. Del resto le esternazioni di questi giorni prima contro i sindacati e poi contro i suoi ex colleghi sindaci, la dicono lunga sullo schema intorno al quale vuole muoversi.

Le Riforme

Il mantra renziano, e dei suoi ministri, è sempre lo stesso.

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Noi vogliamo cambiare l'Italia e chi si oppone a questo disegno rischia di consegnarla a Grillo o a Salvini. Consapevole però che questa minaccia non mette al riparo il suo #Governo da possibili agguati, ha stretto un accordo con Denis Verdini. Il transfuga di Forza Italia, che è riuscito a formare un gruppo parlamentare al Senato e sta per fare la stessa cosa alla Camera, gli garantirà i voti necessari a far passare la riforma e vanificando così la fronda interna al Partito Democratico rappresentata dai vari Gotor, Mineo ed altri dissidenti.

Le elezioni

Sullo sfondo comincia a prendere forma lo scenario di possibili elezioni politiche anticipate da tenersi durante il prossimo anno. Non sarebbe inaspettata, infatti, una mossa dello stesso Renzi che, a fronte di eventuali ostacoli dovessero presentarsi sul suo cammino, potrebbe chiedere al Presidente della Repubblica lo scioglimento delle Camere e la convocazione dei Comizi Elettorali.

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Se questa prospettiva dovesse prendere consistenza, nelle prossime settimane si riaffaccerà la maschera del rottamatore che Renzi nei mesi passati sembra aver dismesso a favore di una immagine più istituzionale.

Le incognite

Questo cammino non appare però privo di rischi. È sicuramente vero che Renzi ha conservato ancora una buona parte dei voti conseguiti in occasione delle europee dello scorso anno, ma è altrettanto vero che il suo consenso ha visto una flessione proprio a causa delle riforme che abbiamo indicato in apertura di articolo. In particolare Renzi si è alienato le simpatie di mondi storicamente vicini alla sinistra italiana quali quello degli operai e quello della scuola. Altra forte preoccupazione, per il Partito Democratico, è data dalla ascesa continua (nei sondaggi) del Movimento 5 Stelle e di Salvini. Per questo Renzi vuole subito le riforme, per arrivare al voto potendo esibire dei risultati concreti di fronte all'elettorato. Insieme alla sempre allettante promessa di tagliare le tasse. #Matteo Renzi #Matteo Salvini