E' andato di nuovo in visita nel carcere di Teramo, oggi, il leader dei radicali Marco Pannella da diversi giorni impegnato, come altre volte in passato, in uno sciopero della fame e della sete per chiedere il miglioramento delle condizioni di vivibilità nelle carceri italiane nel rispetto dei diritti umani delle persone detenute per le quali chiede a gran voce l'approvazione dei ddl per #indulto o #amnistia.

Emergenza carceri, radicali in visita a Teramo per Ferragosto

La lentezza dei tempi della giustizia, la lotta al sistema delle tangenti che continua ad emergere in ogni inchiesta anti corruzione a partire da quella di Roma su "Mafia Capitale", la sempre più difficile situazione all'interno delle strutture penitenziarie italiane dove - nonostante i segnali di miglioramento sul fronte dell'affollamento con una riduzione significativa del numero dei detenuti grazie alla legge sulle pene alternative, al dl svuotacarceri, alla depenalizzazione dei reati minori.

Pubblicità
Pubblicità

alla riforma della custodia cautelare in carcere e a diversi accordi internazionali per far rientrare i detenuti stranieri nelle carceri dei loro paesi d'origine - permangono situazione davvero critiche come continuano a dimostrare le diverse denunce e gli episodi di cronaca di questi giorni. Pannella continua a restare a digiuno mettendo a rischio la propria vita per richiamare l'attenzione del Parlamento sul messaggio alle Camere dell'ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano che chiese senza tanti giri di parole ai parlamentari di varare amnistia o indulto per fronteggiare la difficile situazione nelle carceri aggravata da un sistema giudiziario ancora molto lento e complesso.

Amnistia e indulto, Pannella conferma sciopero fame e sete

L'obiettivo di Pannella è quello di riuscire a convincere il Parlamento e il Governo Renzi della necessità di misure straordinarie finalizzate a "fare uscire fuori l'Italia - ha detto parlando con i giornalisti nel corso di una conferenza stampa a Teramo - da una condizione tecnica e giuridica secondo le norme della giurisdizione internazionale per le quali siamo considerati uno stato canaglia".

Pubblicità

"C'è più casino fuori dal carcere - ha detto oggi Pannella secondo quanto riferisce l'Ansa - che nel carcere in Italia. Il problema grosso - ha sottolineato - è il fuori carcere. Qui evidentemente - ha proseguito il presidente del Senato del Partito Radicale - almeno c'è la consapevolezza che siamo fuorilegge. Siamo condannati - ha ribadito Pannella confermando di voler proseguire lo sciopero della sete e della fame - da tutte le giurisdizioni, italiane, europee e straniere".