Il Ministro del MIBACT Dario Franceschini ha annunciato la nomina di venti nuovi direttori nei più importanti poli museali e gallerie d'#Arte italiane. La scelta di sette stranieri ha scatenato la polemica anche sui social networks. Di certo sorge spontaneo chiedersi come sia possibile che una nazione come l'Italia che vanta tra i più importanti poli culturali del mondo debba servirsi di personale, anche se estremamente qualificato, straniero. Poi ci si sofferma a pensare su come la cultura italiana non sia al centro dei principali investimenti pubblici, di come le discipline umanistiche e letterarie non siano tenute molto in considerazione nel mondo del lavoro e, all'improvviso, troviamo la risposta alla nostra domanda.

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Basti pensare che molte cordate straniere hanno finanziato importanti progetti di restauro dimostrando lungimiranza e voglia di investire nel nostro paese.

Perchè personale straniero?

Ed è un peccato sapere che il MIBACT abbia offerto 1000 euro al mese a 130 giovani per lavorare nella cultura: possibile che la professionalità, anni di studio, anni di sacrifici, anni di scavi sotto il sole valgano solamente 1000 euro al mese? L'investimento nelle eccellenze italiane dovrebbe essere la "stella polare" per ogni buon governo del bene culturale, evidentemente non ci sono in Italia uomini e donne in grado di risanare quel gap culturale che l'Italia non si può proprio permettere. In questo passa l'idea che il dirigente italiano non ha la capacità intellettuale di dirigere un polo culturale e, soprattutto dopo la figuraccia di Pompei per cui si richiede anche l'intervento dell'esercito, forse era il caso dare un segno molto forte alla comunità internazionale: l'Italia è nostra e la curiamo noi.

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A questo punto non ci resta che sperare che personalità scelte dal ministero siano all'altezza non solo del proprio curriculum accademico ma soprattutto del luogo chiamati a dirigere. I nomi sono senza dubbio di grande effetto: agli Uffizi è stato nominato uno dei più importanti studiosi di arte fiorentina, Eike Schmidt già curatore del Dipartimento di Sculture ed arti decorative nel prestigioso Getty Museum di Los Angeles per poi passare nel 2008 a Sotheby's. Alla Pinacoteca di Brera il direttore è James Bradburne, canadese di 59 anni già direttore della Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze. Alla Galleria Borghese arriva la storica dell'arte Anna Coliva dal 1980 funzionario del Ministero dei Beni Culturali. Il ministro Franceschini appare raggiante: "con queste nomine il sistema museale italiano recupera un ritardo di decenni" elogiando il lavoro di Paolo Baratta che ha permesso al Direttore Generale dei Musei del Mibact Ugo Soragni e al ministro stesso di scegliere tra i più eminenti studiosi italiani e stranieri.

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Secondo il regolamento al ministro spettano i direttori dei sette musei considerati di prima fascia, mentre Soragni si è occupato dei direttori dei tredici musei di seconda fascia.

I nuovi direttori

Galleria Borghese: Anna Coliva

Museo degli Uffizi: Eike Schmidt

Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea: Cristiana Collu

Gallerie dell'Accademia di Venezia: Paola Marini

Museo di Capodimonte: Sylvain Belleger

Pinacoteca di Brera: James Bradburne

Reggia di Caserta: Mauro Felicori

Accademia di Firenze: Cecilie Hollberg

Galleria Estense: Martina Bagnoli

Galleria Nazionale di Arte Antica: Flaminia Gennari Santori

Galleria Nazionale delle Marche: Peter Aufreiter

Galleria Nazionale dell'Umbria: Marco Pierini

Museo Nazionale del Bargello: Paola D'Agostino

Museo Archeologico Nazionale di Napoli: Paolo Giulierini

Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria: Carmelo Melacrino

Museo Archeologico Nazionale di Taranto: Eva Degl'Innocenti

Parco Archeologico di Paestum: Gabriel Zuchtriegel

Palazzo Ducale di Mantova: Peter Assmann

Palazzo Reale di Genova: Serena Bertolucci

Polo Reale di Torino: Enrica Pagella