Il provvedimento approvato dal Senato riguarda un riassetto in materia di lavori pubblici e relativi contratti. Nuove disposizioni, quindi, per procedure, affidamento, gestione, ed esecuzione di appalti. Le finalità perseguite dal provvedimento restano riordino e semplificazione normativa, per garantire certezza dei tempi per la realizzazione delle opere pubbliche. In arrivo un decreto legislativo per l'attuazione delle direttive europee inerenti: contratti di concessione, appalti pubblici e procedure d'appalto per settori specifici (acqua, trasporti, energia, servizi postali).

ANAC autorità garante anti corruzione

I principali interventi del provvedimento sono indicati molto genericamente e prevedono alcuni standard generali con l'obiettivo di mettere in campo tutte le azioni possibili mirate alla trasparenza, efficienza e certezza.

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Quello che colpisce resta, comunque, l'attribuzione di maggiori poteri all'ANAC. Questi diventa una Authority vera e propria al punto che stabilirà se le stazioni appaltanti avranno i requisiti di professionalità per procedere alla pubblicazione del bando stesso nel rispetto della normativa vigente. Oltre ad una funzione di controllo, l'ANAC, al fine di tutelare la trasparenza, dovrà istituire una banca dati (Anti-corruzione) centralizzata anche per assicurare la tracciabilità del bando di gara e la regolarità fiscale e patrimoniale delle imprese appaltatrici. Questa banca dati verrà gestita dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che ne garantirà l'accessibilità. L'ANAC, pertanto, in veste della sua autorità, sarà un punto di riferimento anche per quelle imprese che potrebbero essere vittime di attività estorsive.

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Cambiamenti per le future Opere Pubbliche

Un organo dello Stato che eserciterà le sue funzioni anti corruzione in una modalità ancora più incisiva sembrerebbe essere tutta a vantaggio della collettività. Ovviamente i presupposti ci sono tutti per prestare, con determinazione, consenso alle nuove direttive, proprio perché il lavoro svolto in Senato è riuscito a trovare equamente le soluzioni appropriate. Ma le cose che incuriosiscono sono quei pochi punti essenziali che dovrebbero essere la garanzia, o almeno dovrebbero dare quelle indicazioni sommarie per intraprendere il giusto percorso giuridico, al fine di ridurre la corruzione e, perché no, cercare di far crescere nuove piccole e medie imprese italiane e straniere. In questo nuovo clima vediamo i cambiamenti per le stazioni appaltanti (ovvero gli enti che pubblicano il bando) e per le imprese in gara:

  • divieto di affidare appalti pubblici in deroga alle procedure ordinarie e di negoziazione senza bando di gara pubblico, fatta eccezione per i casi di calamità
  • obbligo di aprire un conto corrente dedicato all'attività concessa in appalto, e rendere pubbliche imprese fornitrici
  • possibilità di integrare documentazione allegata all'offerta pubblica
  • per forniture alimentari, l'assegnazione del bando non va considerata solo attraverso l'offerta più bassa, ma anche attraverso altri criteri cognitivi
  • premi per le imprese che affidano lotti secondari a piccole ditte locali
  • istituzione di un albo nazionale per figure professionalmente accreditate aspiranti a ricoprire i ruoli di: direttore, collaudatore, responsabile dei lavori

Il tempo della misura ridotta

Ecco che i cantieri in Italia, probabilmente verranno visti sotto una nuova luce, e pare proprio che questa nuova visione sia una di quelle famose azioni di #Governo che vuole a tutti i costi sembrare la prima della classe.

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Manca meno di un anno al 18 aprile 2016 e già si preannuncia una nuova semplificazione, ma questa volta riguarda il legislatore che può anche non attenersi scrupolosamente alle direttive in quanto è sì, previsto l’obbligo di utilizzo dei mezzi di comunicazione elettronici, ma esiste la concreta possibilità per gli Stati membri di posticipare tale obbligo e ci troveremo quindi con le leggi fatte bene, con senso si responsabilità, ma rigorosamente incomplete. #Unione Europea