Il presidente del consiglio #Matteo Renzi è stato costretto ad effettuare un cambio di programma per la tensione scatenatasi tra un gruppo di manifestanti e la polizia davanti a palazzo Fibbioni, sede del comune de L'Aquila, dove il premier avrebbe dovuto tenere un incontro. Si tratta di alcuni rappresentanti dei comitati antipetrolizzazione  e di alcuni studenti che hanno lanciato fumogeni contro le forze dell'ordine, oltre a forzare diversi posti di blocco. Annullata la prima tappa, Renzi si è recato direttamente al Laboratorio Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso, sede della seconda tappa della visita odierna.

Le dichiarazioni del presidente

"Il Mezzogiorno, l'Italia  in generale e soprattutto questo territorio martoriato non hanno nulla da invidiare ad altri territori perchè potrebbero tranquillamente ospitare dei centri di eccellenza", ha dichiarato il premier che ha, inoltre, espresso vicinanza e solidarietà al poliziotto ferito al setto nasale durante le contestazioni che sono avvenute anche davanti al laboratorio.

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Il capoluogo di regione abruzzese è stata la terza città in cui oggi ha fatto tappa Renzi, che ha, inoltre, partecipato al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini ed è intervenuto al teatro Rossini di Pesaro.

Le parole dei manifestanti

Il coordinatore dell'Unione degli Studenti aquilana ha dichiarato all'inizio del presidio che "anche questa volta dobbiamo fare gli spettatori delle solite promesse politiche nella nostra terra. Ormai siamo stufi perché questi personaggi ancora giocano sulla ricostruzione post-terremoto. Noi abbiamo sempre difeso la nostra città e tutto il suo territorio e Renzi qui non è il benvenuto". Eloquente uno degli slogan dei manifestanti: "L'Aquila libera, noi la mafia non la vogliamo". Particolarmente attivi anche i comitati "3 e 32" e quello contro il progetto Ombrina Mare che rischia di metterr a repentaglio tutta la fauna e la flora della costa abbruzzese oltre a mettere in ginocchio l'intera economia turistica e balneare.

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