Un patto tra parlamentari e amministratori del Sud. Una sorta di Manifesto per il Mezzogiorno. La proposta non è nuova, fu la Fondazione Res, in Sicilia a presentarne una bozza nel 2012 all'allora Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Ma questa volta è diverso, il clima è diverso e anche la geografia politica del Paese, a soli tre anni di distanza, racconta altro. 

Dati Svimez

I dati Svimez dicono che il Sud è in profonda crisi, peggio della Grecia. Parte l'attacco: Mezzogiorno cancellato dall'agenda del governo. Il premier risponde: Sud piagnone. Intanto pure Roberto Saviano interviene. Una bagarre. Allora Renzi convoca per oggi la direzione del partito annunciando massicci interventi in favore del meridione.

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Parla di miliardi di euro e si ipotizza un ministero ad hoc.  

La sinistra è divisa sul Sud

La sinistra, la forza che è maggioranza in questo momento, comunque, si divide. C'è chi sta con Renzi senza se e senza ma. E c'è chi aspetta di toccare con mano le promesse fatte dal premier. Dal Sud, più che una lagna arriva una esortazione: fate presto! E in molti invocano un patto trasversale tra esponenti politici meridionali.

Marco Di Lello, Coordinatore nazionale del Partito Socialista Italiano, eletto al parlamento nelle liste del #Pd, dice che: “E' evidente che occorra maggiore centralità nell'agenda di governo per il mezzogiorno, non mi sfugge che questa scarsa attenzione per il sud è frutto anche della scarsa credibilità della classe dirigente del sud di questi anni. E' complicato chiedere risorse per il sud se il sud non sa spendere neanche le risorse che ha, dopodiché questo non può essere un alibi per il governo.

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Bisogna tornare a discutere del tema con scelte serie e concrete. Anche i parlamentari meridionali dovrebbero saper fare più squadra e non sempre lo fanno. Ad esempio sull'rc auto si è fatta squadra e si è ottenuto un risultato importante ma non sempre, purtroppo, ci si muove nella stessa direzione, e in maniera forte. A discapito del nostro Sud”.

'Saremo spietati'

Luisa Bossa è deputata Pd dell'area cosiddetta riformista, sarebbe a dire che non fa parte del gruppo che sostiene Renzi a prescindere. Non nasconde una certa soddisfazione dopo l'annuncio fatto dal premier: “Adesso nell'agenda del governo non manca niente" commenta Bossa che poi precisa: “Fuori da ogni spirito polemico voglio anche soffermarmi su quell'espressione 'piagnistei' usata da Renzi ricordando che già quando venne il presidente della Repubblica Scalfaro a Napoli negli anni '90 e io ero sindaco, dissi chiaramente che non vogliamo sussidi, allora come adesso non vogliamo pietà, elemosina, ma attenzione, soluzioni ai problemi atavici che nessuno ha mai voluto affrontare né risolvere.

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Non vogliamo casse del mezzogiorno o finanziamenti a pioggia ma le grandi infrastrutture che mancano e che sono un compito del governo, abbiamo bisogno di progetti, di infrastrutture anche sociali. E dovremmo chiederlo tutti i parlamentari meridionali, di tutti gli schieramenti. Intanto la nostra attenzione adesso sarà costante, vigileremo affinché le cose promesse dal governo vengano poi realizzate. Su questo saremo spietati”.

La Campania

Il Consigliere regionale della Campania Alfonso Longobardi, Vicepresidente Commissione Bilancio, commenta: “Il futuro del Sud ha bisogno della massima sinergia istituzionale. Occorre collaborare a tutti i livelli. Dal fondo di coesione alle risorse comunitarie il Mezzogiorno non vuole assistenzialismo ma investimenti produttivi. E vuole colmare il gap infrastrutturale che non gli permette di competere allo stesso livello delle altre realtà europee. Sburocratizzare poi i processi che bloccano e ingessano la macchina amministrativa sarà alla base dell’azione di governo della Regione Campania, così da accelerare i fattori produttivi alla base del rilancio socio-economico. Ben venga dunque un patto per la crescita che metta insieme i soggetti politici, i rappresentanti istituzionali, gli amministratori e i privati”. #Crisi economica #Matteo Renzi