Matteo Renzi ha scritto una lettera aperta a tutti i suoi parlamentari per ringraziarli del lavoro svolto finora e congedarli in vista della pausa estiva. Il premier è un fiume in piena e, nel rivolgersi ai suoi collaboratori, ricorda che, quando ha assunto la guida del Paese, la legislatura era vittima di un forte "immobilismo", causato da tutti coloro che non volevano le riforme. Con l'impegno e con il lavoro di tutti, però, è stato possibile far partire la macchina delle riforme, portate a termine grazie alla fiducia e al sostegno della maggioranza che ha sempre creduto in lui.

Renzi manda tutti in vacanza e preannuncia un'ulteriore stagione di riforme

Il Presidente del Consiglio, dopo i ringraziamenti di rito, augura buone vacanze ai suoi parlamentari, ricordando però, che alla ripresa ci sarà nuovamente da lavorare duro per "correre ancora più forte".

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#Matteo Renzi, dunque, fa chiaramente intendere che il piano di riforme del suo esecutivo sta entrando nel vivo e, con orgoglio, sottolinea che, se in un anno sono già state fatte tante cose, il prossimo agosto l'Italia potrà davvero aver fatto passi da gigante. In particolare, nell'elencare le priorità del #Governo e i settori su cui dovrà intervenire, parla di opere pubbliche da sbloccare, e soprattutto ricorda i "talenti inespressi" del Paese, ai quali si dovranno dare possibilità ed opportunità per esprimere al meglio le loro qualità. 

Il rientro dal Giappone: "Il mondo ci ama"

Rientrando dalla sua visita diplomatica in Giappone, il Capo del Governo afferma di essersi reso conto che, nel mondo, l'Italia è molto amata e seguita. Infatti, il Presidente del Consiglio evidenzia come nel Paese nipponico ci sia grande richiesta del "Made in Italy", sia per le opere di ingegneria, che per il design e le conoscenze culturali e turistiche.

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Anche l'Africa, che il Premier ha visitato in più di un'occasione, ha espresso l'esigenza che il nostro Stato diventi "faro di civiltà e gentilezza". Insomma, vacanze sì, e meritatissime, ma Renzi è già pronto per la nuova stagione della politica italiana e lo dice apertamente ai suoi parlamentari e collaboratori di fiducia.