Il premier Alexis Tsipras dopo le voci che lo davano pronto a dimettersi per settembre, ha preso la decisione choc confermata con una conferenza stampa, la Grecia va di nuovo al voto e pare ci sia già una data: le nuove elezioni previste per il prossimo 20 settembre.  

I fatti che hanno portato alla decisione.

Tsipras dopo una riunione con i suoi, ha rassegnato le dimissioni, dopo la spaccatura del partito causata dalle contrarietà sulla firma di un nuovo accordo per il salvataggio del Paese, si è da più parti anticipato che il destino dell'esecutivo greco era vicino alla fine. Rimanendo il favorito nei sondaggi, le sue dimissioni sono una mossa tattica per vincere nuovamente, anche se il suo gruppo dovrà trovare nuovi alleati.  

La situazione della Grecia ben nota a tutti non era di facile gestione, in questo momento Alexis Tsipras si trova di certo al clou della popolarità ma è anche un momento difficile e di tensione.

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Il popolo greco ha un ottimo rappresentante ma la situazione di caos e paura del paese ha necessità, per il bene di tutti, di certezze e più ordine.

Tsipras prima di lasciare il suo mandato ha comunque fatto precise richieste all'Europa, ha infatti chiesto al presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, che non sia più la sola Troika a controllare l'operato della Grecia, quindi non più le tre istituzioni (Bce, Fmi e Commissione Ue) da sole ma in aggiunta ad esse anche l’ESM (Meccanismo Europeo di Stabilità) e il Parlamento europeo

Sostegno alla Grecia, quale sarà il futuro dell'Ue?

Intanto dalla Germania arriva nuovo sostegno per la Grecia, difatti, il Bundestag tedesco ha approvato il terzo pacchetto di aiuti per Atene, a cui si aggiunge anche quello del parlamento olandese e dell’ESM, con una somma pari a 86 miliardi di euro alla Grecia si dà un aiuto sostanzioso per i prossimi tre anni.

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La Commissione Ue è l'unica che mette degli aut aut all'aiuto: si alla solidarietà ma in cambio di condizioni e in Europa quando si parla di condizioni si intende rigore. 

A parte la situazione della Grecia, mentre la cancelliera Merkel chiede insieme ad altri paese rigore e rigidità per paesi con debito alto, tra cui anche il nostro, si realizzano all'interno della Germania misure di solidarietà e vicinanza ai cittadini che in Italia ci sogniamo (ad es. l'anticipo della pensione da 67 a 63 anni e il reddito di cittadinanza per non parlare poi della convenienza risaputa del paese tedesco per i prezzi al consumo).

La tragica situazione economica della Grecia, creerà altri sobbalzi all'Ue? Quale sarà il destino dell'Europa? A parte alcune decisioni contrarie alla nostra economia (in campo alimentare soprattutto) spesso l'Europa è stata più lungimirante dei governi interni, seppur chiede rigore riconosce diritti sacrosanti, i paesi in difficoltà devono rendersi conto che il problema non è l'Europa, ma il cattivo uso del denaro pubblico che spesso ciascun paese membro dell'Ue fa nel suo interno.  #Crisi economica #Unione Europea #Esteri