Com’era prevedibile l’appello di Papa Francesco si è propagato con una velocità impressionante diffondendosi a macchia d’olio in tutta la penisola e oltre. La ‘voce’ non poteva non giungere anche al ministro della giustizia Andrea Orlando, che rispondendo al Pontefice ha sottolineato il suo pensiero in merito alla possibile concessione di Amnistia e Indulto 2015. Il Guardasigilli si è detto assolutamente contrario ai due provvedimenti di clemenza generale perché ‘il problema del sovraffollamento carcerario è stato totalmente risolto’. Un punto di vista che sembra essere condiviso da pochi, anzi da pochissimi, ma che per il momento diventa imperante data la provenienza.

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Le dichiarazioni di Orlando sono arrivate come un fulmine a ciel sereno dopo che le parole del Papa avevano infuso una certa speranza. Un sentimento comune che le parole del Guardasigilli non ha comunque messo a tacere. E’ il caso dell’Associazione Antigone, che per bocca del presidente Patrizio Gonnella ha rinnovato la richiesta di ratifica di un provvedimento straordinario di grazia a partire dal quale poter poi costruire una riforma del sistema carcerario. Le ultime news su #amnistia e #indulto 2015 aggiornate ad oggi 17 settembre ci raccontano dunque di un piccolo ‘secolare’ scontro tra Stato e Chiesa. Può quest’ultima invitare così esplicitamente un Parlamento a considerare determinati provvedimenti di natura per l’appunto politica?

Novità Amnistia e Indulto 2015, news 17 settembre: Orlando dice no, appello Papa Francesco vano? Forse no ma serve coraggio

Amnistia e Indulto non servono perché il problema dell’affollamento carcerario è totalmente risolto.

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Certo le parole del Papa devono far riflettere su come rifondare il tutto costruendo regole durature e non basandosi su interventi di carattere eccezionale’: così Andrea Orlando ha ‘liquidato’ le parole del successore di Pietro in terra derubricandole a semplice messaggio metaforico. E invece si è trattato di molto di più. Era una vera manifestazione di intenti, una richiesta ‘umana’ di venire incontro alle esigenze di quanti pur avendo sbagliato (e pagato) hanno il diritto di re-inserirsi in società. Un diritto che gli viene negato da una detenzione in spazi troppo ridotti che gli standard internazionali definiscono ‘insufficienti’. Ne è convinto anche il presidente di Antigone Patrizio Gonnella: ‘Amnistia e Indulto già in questo 2015 servirebbero a ridare un po’ di giustizia e mitezza a un sistema ancora troppo duro […] Un provvedimento di clemenza, anche generalizzato, sarebbe importante se si avesse contemporaneamente il coraggio di mettere mano al codice penale, rivedendo i reati e le pene’.

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Insomma il dibattito prosegue, con lo stesso Marco Panella, da sempre impegnato nella lotta al regime di carcere ‘inumano’ presente in Italia, ad aver rinnovato la propria richieste alle due Camere: ‘Prendete in considerazione i due provvedimenti di clemenza generale’. Le ultime news su Amnistia e Indulto 2015 aggiornate ad oggi 17 settembre ripropongono allora un tema di secolare memoria che oggi più che mai appare attuale: la Chiesa si appella allo Stato affinchè faccia qualcosa. Certo altri Pontefici prima di Francesco avevano invocato maggiore equità per i carcerati, il tutto seguendo un codice non scritto per il quale il Capo della Cristianità in Terra può e deve cercare di raddrizzare il cammino dell’uomo. Certo avere la Sede nella stessa città in cui si accentrano tutte le più importanti cariche dello Stato contribuisce a dare una risonanza ancor più marcata ad ogni appello o richiesta, e allora vi facciamo due domande: sareste favorevoli ad Amnistia e Indulto 2015? Ritenete opportuno che il Papa faccia richieste di questo tipo o credete concretizzino uno sconfinamento di ruoli e influenze? Commentate il pezzo qui sotto facendoci conoscere il vostro parere. #Governo