Negli ultimi giorni l’Italia ha improvvisamente scoperto la questione carceraria e il dibattito sull’amnistia impazza. Marco Pannella può esultare e perfino arrivare a “promettere” l’amnistia, dichiarandosi sicuro della clemenza ai detenuti in un’intervista a Il Garantista. Come se non bastasse, anche l’aborto è tornato a essere visto in un’ottica di maggior comprensione oltre che come “omicidio” secondo non poche frange di ultracattolici. Forse si è votato e i Radicali hanno conquistato la maggioranza assoluta dei seggi? No, al contrario continuano a essere ignorati dai grandi circuiti mediatici ma, ancora una volta, i loro temi storici sono riemersi alimentati non dal dibattito politico bensì dalle dichiarazioni di #Papa Francesco.

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Aborto e amnistia

Oltre al perdono nei confronti di chi ha abortito e accettato di pentirsi (in molte rifiutano tuttavia ogni pentimento, rispondendo solo alla legge 194 e allo stato laico) hanno colpito le dichiarazioni del Papa sulle carceri e sulla necessaria clemenza nei confronti dei detenuti, con quella parola “amnistia” che negli ultimi tempi era diventata quasi impronunciabile perfino in casa radicale. Non perché vi fossero contrari (al massimo qualcuno poco convinto) ma semplicemente per la presa d’atto di come l’attuale Parlamento non conti sui numeri per garantire l’ok a un provvedimento che necessita di maggioranze qualificate.

Francesco come Giovanni Paolo II?

Ora però, così come accaduto quando Giovanni Paolo II invocò clemenza per i detenuti parlando al Senato in un passaggio decisivo per l’indulto di prodiana memoria, alla luce delle dichiarazioni di Bergoglio alla vigilia del Giubileo della Misericordia (per tutti meno che per i romani e la loro amministrazione) qualche equilibrio potrebbe cambiare.

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Non mancano i contrari di ferro, come Lega e Ncd ma se Salvini mantiene in qualche modo la sua coerenza non essendo mai stato particolarmente clericale, sorprende la replica piccata di Alfano a Bergoglio. “Il Papa è un pastore di anime”, ha dichiarato Alfano a proposito delle parole del Pontefice che, viceversa, se si pronuncia contro la ricerca sugli embrioni o sui matrimoni gay, diventa improvvisamente statista.

Un’amnistia ancora difficile

In ogni caso, tranne improvvise conversioni di massa del Pd, Forza Italia e M5S, nonostante le parole di Bergoglio è ancora prematuro esultare o promettere provvedimenti di clemenza. I partiti sanno che, prima o poi, si andrà a votare e che l’amnistia è considerata altamente impopolare dalle grandi masse spesso disinformate che, proprio per questo, ignorano gli altissimi costi sia economici che in termini di diritti umani generati dalle condizioni disastrate delle nostre carceri. Il fatto che Alfano, ancora oggi, proponga di costruire nuove prigioni, è la prova di come la strada sia ancora in salita e chissà che, come fatto da Benedetto Della Vedova per l’antiproibizionismo sulla cannabis, un intergruppo parlamentare non possa essere la strada per definire un’amnistia (con indulto) per determinati reati di minor allarme sociale.

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I cosiddetti “poveri cristi”, spesso in cella per reati senza vittime come nel caso di tossicodipendenti e consumatori o coltivatori di cannabis. La strada normativa sarebbe già tracciata dalle leggi Compagna, Manconi e altri che nelle scorse legislature hanno proposto l’amnistia (mai discussa) e dal messaggio alle Camere di Giorgio Napolitano di quasi due anni fa. Testo che, ancora oggi, Pannella definisce “programma politico”. #Governo