Si apre un altro filone nell'inchiesta riguardante #Mafia capitale. Questa volta a finire al centro dell'attenzione degli investigatori ci sarebbero tutti gli appalti per l'affidamento dei lavori a #Roma. Il procuratore capo della capitale Giuseppe Pignatone valuta la possibilità di aprire un nuovo fascicolo d'indagine in seguito alla relazione che è stata inviata dal presidente dell’autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone. Il sistema degli appalti capitolini potrebbe così aggiungersi al già corposo fascicolo dell'inchiesta che ha sconvolto Roma.

Sono molto chiare le parole del presidente dell’Anac, riportate da 'Il Messaggero': “Ci sono forti infiltrazioni mafiose in Campidoglio, non mi aspettavo fino a tale livello.

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Praticamente l'intero sistema amministrativo è compromesso”. E, continua Cantone, è davvero difficile stabilire la linea di separazione tra la vecchia amministrazione di Gianni Alemanno e l'attuale di Ignazio Marino, anche riconoscendo le “attenuanti” per il sindaco-chirurgo.

Nella relazione appare chiaro come, negli anni tra il 2011 e 2014 nel susseguirsi delle gestioni Alemanno-Marino, sono stati assegnati più appalti di quanti necessari, molto spesso dati in assegnazione diretta senza indire un apposito bando pubblico, dando vita così a procedure che hanno permesso la nascita del sistema corruttivo gestito dalla cricca di Buzzi e Carminati, con il coinvolgimento di esponenti politici, funzionari pubblici e imprenditori romani.

In totale ben l'87 per cento dei lavori è stato assegnato senza gara pubblica.

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Appalti anche da miliardi di euro che non rispettavano le norme venivano concessi in palese contrasto con le regole, nascondendo dietro alcune scelte amministrative, fenomeni di corruzione o clientelismo.

Cantone e i suoi hanno passato al setaccio circa 1850 procedure nel periodo compreso tra gli ultimi due anni della giunta Alemanno ed i primi due della giunta Marino, notando una inversione di tendenza e segni di discontinuità nell'attuale amministrazione, ma il sospetto di interessi corruttivi o criminali degli appalti privati rimane e sarà oggetto delle indagini dei magistrati.