Dura da quasi 5 anni ed ha già mietuto oltre 200.000 vittime, è il conflitto in Siria. Una guerra ignorata che oggi con il massiccio arrivo dei profughi si è iscritta di diritto e di forza nell'agenda di politica estera del nostro continente. E' possibile fermarla? Ma come? Due interrogativi scontati a cui l'Europa è chiamata oggi a rispondere dimostrando di avere un unione non solo economica ma anche politica, una prova che proclami e iniziative delle ultime ore sembrano destinate a far naufragare il vecchio continente, visto che il conflitto in Siria muove anche i fili dell'economia mondiale.

La Francia due giorni fa ha fatto partire i suoi voli di ricognizione nei cieli siriani; pronta a dare il via, come seconda in questo caso, ai raid aerei sul territorio siriano.

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Ad agosto, infatti, la Gran Bretagna l'aveva anticipata colpendo con dei droni obiettivi scelti e ora si appresta ad affiancare i caccia francesi con la Raf in un fronte unito anti Isis. Un approccio quello di Hollande e Cameron per nulla condiviso da Matteo Renzi. Le parole del nostro premier al riguardo sono state chiare: l'Italia non parteciperà ad iniziative spot come queste, auspicando poi un progetto a lungo termine della comunità internazionale, che di fatto resta divisa tra strategie ed interessi.

Mentre la Merkel tace, tutta concentrata com'è sulla sua incredibile politica dell'accoglienza della Germania, gli esperti si affrettano a sottolineare che i raid aerei non servono a nulla, se non vengono seguiti da un azione di terra. Un cuneo nella già sgranata compattezza internazionale! L'ipotesi di un nuovo incerto conflitto infatti non intercetta i piani di Obama, che non considera la lotta all'Isis un interesse primario dell'America.

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Totalmente diverso l'atteggiamento di Francia e Inghilterra, dove secondo un sondaggio l'intervento militare è sostenuto rispettivamente dal 61% e dal 51% dei cittadini. In particolare l'urgenza di Hollande di cambiare strategia contro l'Isis sembra essere dettata da un rapporto dei servizi segreti, secondo il quale, è dalle basi in Siria che vengono ideati e organizzati gli attentati in Francia. Divisivo il destino del Presidente siriano Assad, che la Francia mira ad allontanare e che invece Russia ed Iran sostengono. A questo punto ci si chiede: è opportuno rovesciare Assad o si rischia una destabilizzazione come in Libia? #Unione Europea #Barack Obama #Esteri