Alle ore 19:00 - così come dichiarato dal Presidente dei Dem Matteo Orfini - si procederà alle votazioni all'interno della Direzione #Pd in corso di svolgimento. Tutti i democratici sono, infatti, riuniti per prendere importanti decisioni che riguarderanno la vita politica e amministrativa di noi italiani. In effetti non sono proprio tutti, a guardare bene i partecipanti manca un personaggio di spicco: Pierluigi Bersani . L'ex Segretario aveva altri impegni istituzionali e quindi ha dovuto, suo malgrado, rinunciare a presenziare all'importante evento democratico.

'Inutile dissentire, tanto abbiamo i voti'

Un'occasione per iniziare il solito balletto delle dichiarazioni renziane.

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Il Segretario ha in mente una cosa sola: l'approvazione della Riforma del Senato. Un chiodo fisso, insieme agli altri già inferti nei meandri delle istituzioni e in tutti i settori strategici della Repubblica italiana. Il premier si aspetta in cuor suo un ampio dibattito e nel suo solito discorso machiavellico inizia a sciorinare tutte le sue congeniali avvertenze sull'uso. 'Siamo pronti al dialogo, ma nessun veto da parte della minoranza Dem'. Era immaginabile che il solito leader politico fiorentino dicesse la solita frase, piena di allusioni: 'inutile dissentire, tanto noi già abbiamo i voti per approvare le riforme che vogliamo'. Eppure questa volta, a detta di molti uomini politici lui vicino, i numeri a suo vantaggio sono pochini e tentare di riunire il folto numero dei dissidenti è sempre meglio di dividerli.

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Ma la sua verve da stratega lo porta pure a bluffare per non scoprire le sue carte in termini numerici.

In ogni occasione come quella di oggi, dove i giornali raccontano tutto quello che riguarda le solite 'rese dei conti' tra i duellanti della maggioranza Dem e della minoranza PD, l'opinione pubblica assiste alle commedie più divertenti, modello eclatante della seconda Repubblica. Ogni volta, infatti, va in scena lo stesso copione con il medesimo epilogo: l'ex Sindaco di Firenze che spodesta i vari Segretari del Partito Democratico, entra dalla porta di servizio e arriva a Palazzo Chigi, si accomoda e si impossessa della poltrona di Primo Ministro, disprezza i dissidenti, irride chi lo ha preceduto e con atteggiamento arrivista e prepotente fa rimpiangere persino la figura del povero Silvio Berlusconi, facendo sembrare quest'ultimo quasi un mite angioletto seduto alla destra del Diavolo.

Piangersi addosso non serve a nulla, meglio un 'golpe' o una 'scissione'

Ma insomma, questi politici della seconda Repubblica non si rendono conto che gli italiani sono stufi e indifferenti verso tutti questi teatrini della politica? Le loro inspiegabili argomentazioni, piene di tecnicismi, sono distanti anni luce dalla reale situazione in cui si trova la povera gente costretta a lavorare per far quadrare il bilancio familiare e pagare le bollette a fine mese.

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Un monito va mosso nei confronti dei cosiddetti dissidenti Dem, tutti, nessuno escluso: se proprio contestano la politica di 'un uomo venuto dal nulla' che niente ha a che fare con il trascorso morale e politico del PD, perché gli stessi uomini e le stesse donne dissidenti hanno votato tutte le sue Leggi? Questa è la domanda che si chiedono molti italiani e molti elettori storicamente di sinistra. Allora non era meglio, da parte dei dissenzienti, un 'golpe' o una 'scissione'? Oggi saremmo stati più solidali con questi politici che si sentono scavalcati e sbattuti fuori dallo stesso Renzi. Qualcuno con buon senso e con un pizzico di orgoglio personale, oltre che politico, avrebbe abbandonato di sua spontanea volontà il PD attuale e non avrebbe assolutamente aspettato così tanto tempo prima di accorgersi di essere stato per sempre estromesso dallo stesso PD renziano. Purtroppo, con tutti i sondaggi negativi ma con il vento in poppa per il suo 42% dei consensi europei, ci troveremo costretti, a breve, ad assistere al cambio di casacca più eclatante e imbarazzante degli ultimi 20 anni di storia repubblicana. #Matteo Renzi #Politica Roma