Tra il dire e il fare ci sono di mezzo le firme! Per i referendum abrogativi funziona così, almeno 500.000 sottoscrizioni valide per sottoporre i quesiti alla Consulta che poi ne valuta l'ammissibilità. La strada verso la cabina elettorale dunque è lunga e tortuosa, ma soprattutto piena di insidie tecniche, politiche e numeriche e questo tentativo referendario non si sottrae alla regola, visto che per gli italiani il rapporto con i referendum non è stato tra i migliori in passato. Entro il 30 settembre bisognerà trovare il numero minimo di firme, altrimenti addio consultazione popolare. Una corsa contro il tempo per "Possibile", la nuova aggregazione politica voluta da Pippo Civati, che dal 26 luglio ad oggi di sottoscrizioni ne ha raccolte oltre 300.000.

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I temi dei referendum

Otto si per cambiare il paese: lo slogan dell'ex Pd, ma nello specifico questi i punti sui quali si vorrebbero interpellare i cittadini: i primi due riguardano la legge elettorale, altri tre sono mirati a dare all'economia una dimensione ecologica a partire dallo stop delle trivellazioni in mare, un altro quesito invece è dedicato alla buona scuola ed in particolare all'eliminazione del potere di chiamata del preside manager e gli ultimi due si riferiscono al lavoro. L'attenzione in particolare di questi ultimi due si concentra sulla tutela del lavoratore in caso di demansionamento o licenziamento che a detta dei proponenti del referendum sarebbe venuta meno con il Jobs act.

Jobs act, disparità di trattamento tra vecchi e nuovi lavoratori?

La riforma su questi due punti ha stabilito che: un datore di lavoro per esigenze aziendali può destinare il lavoratore a mansioni inferiori a quelle svolte in precedenza con possibile riduzione del compenso e questo senza che il lavoratore sia consultato, ma anche che i nuovi assunti con contratto a tutele crescenti non hanno diritto ad essere reintegrati sul posto di lavoro se licenziati dal datore per motivi economici; quest'ultimo punto in particolare ha determinato una disparità di trattamento tra vecchi e nuovi lavoratori.

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In attesa che vengano raccolte le firme necessarie ci chiediamo: E' vero o non è vero che il Jobs act, su cui si vorrebbe intervenire con la consultazione popolare, ha reso più vulnerabili i lavoratori? E i contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti, con il loro pacchetto di distinguo rispetto agli altri, hanno o non hanno creato discriminazione tra vecchi e giovani? #Governo #Costituzione italiana #Sondaggi politici